Pattumiere a dieta

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Non solo etico. Anche dal punto di vista economico ciò che avanza ha un suo peso.

In <Cucinare senza sprechi> (Ponte alle Grazie), Andrea Segrè ha fatto i conti in tasca alle famiglie italiane: mediamente spendono in alimentari circa 6mila euro l’anno. Di questi 6mila, però 1600 euro vengono buttati via. Finiscono direttamente in pattumiera. E non è uno spreco che riguarda prevalentemente la frutta  e la verdura (il reparto ortofrutticolo rappresenta il 17per cento del totale). Il primato del cibo buttato via spetta ai latticini (32per cento), seguono la carne (30per cento), le uova (29per cento), la pasta e il pane (28per cento) e il pesce (15per cento).

 

Andrea Segrè è direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna, fondatore e presidente di Last Minute Market e ideatore della campagna europea Un anno contro lo spreco: con lui cerchiamo di capire in cosa consiste lo spreco .

 

Mangiare sintetizza la nostra responsabilità di consumatori e cittadini. Come possiamo essere allora cittadini e consumatori responsabili?

<Cucinare bene, senza sprecare nulla significa mangiare meglio. Serve un cambio di prospettiva: da consapevolezze diverse si possono ottenere diete più bilanciate. Lo spreco è in fin dei conti una risorsa buttata via: è l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare per ragioni economiche o estetiche, o per prossimità di scadenza, ma ancora perfettamente commestibili e potenzialmente destinabili al consumo umano. Ecco un’azione utile: al supermercato invece di scegliere un prodotto con una scadenza lontana, scegliamo quella più vicina: basterà ricordarsi di mangiarlo in tempi brevi. Per il resto probabilmente avremmo risparmiato (in genere è scontato se vicino alla scadenza) e evitato che una risorsa venga sprecata ovvero gettata via. Non è raro infatti che un prodotto con la scadenza vicina resti sugli scaffali>.

Quale deve essere la nuova prospettiva da seguire?

Cucinare senza sprechi è un atto etico, ecologico ed economico. Dobbiamo far dimagrire il pianeta, pieno di rifiuti che ancora potremmo consumare. E capire che il nostro mangiare ha un impatto non solo sul nostro essere ma anche sul nostro pianeta. Basta un esempio: un terzo della produzione mondiale annua di cibo finisce nella spazzatura: se recuperata sfamerebbe quasi la metà della popolazione del pianeta. Un paradosso. Serve un lungo lavoro per cambiare mentalità. E per farlo, la strada è una sola, e parte dal bidone della spazzatura>.

Riciclare gli avanzi in che modo incide sulla riduzione degli sprechi?

Molto. Più che di avanzi e riciclo però parlerei di scarto in genere. Alcuni dati per capire meglio l’entità del fenomeno: in Europa si buttano nell’immondizia ogni anno 180 kg di cibo a testa; in Italia 146 kg a persona. Ed è uno spreco che riguarda tutta la filiera: la produzione e trasformazione (39per cento dello spreco) la vendita all’ingrosso e al dettaglio ( 5 per cento), la ristorazione (14 per cento) e infine la casa (42 per cento). Sul sito unannocontrolospreco.org c’è un questionario che indaga lo spreco domestico. Compilarlo costa nulla, solo un po’ di tempo: aiuterebbe a capire meglio lo spreco, solo così potremmo prevenirlo>.

 

Per chi volesse partecipare a questo progetto:

https://www.surveymonkey.com/s/sprecoalimentareIT

Per chi volesse saperne di più delle attività di Segrè:

http://www.unannocontrolospreco.org/it/

CUCINARE SENZA SPRECHI – Andrea Segrè (Ponte alle Grazie)

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