Venerdì pesce

Non mangiamo abbastanza pesce. Non lo facciamo noi adulti, di conseguenza nemmeno i nostri bambini. Una questione di abitudine e, a volte, di scarsa propensione a cucinarlo. Con conseguenze ignorate, eppure deleterie, soprattutto per i più piccoli. Che dovrebbero mangiarlo almeno tre volte a settimana, e invece, dicono le statistiche, si fermano a malapena a una.

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Una volta a settimana e spesso solo a scuola: i bambini in età scolare – tra i 6 e i 10 anni – consumano troppo poco pesce rispetto a quanto invece consigliano pediatri e nutrizionisti. Ed è un errore, perché soprattutto in quella fase è più che mai necessario fare il pieno di Omega 3. I motivi per consumare più pesce sono non solo buoni ma anche tanti: rafforza le difese immunitarie, aiuta la memoria e contiene pochi grassi. Non sempre però è facile portarlo in tavola. Spesso i bambini storcono il naso e i tanti trucchi adottati per mascherarlo non vanno a buon fine. L’ideale è abituare il bambino ad una presenza costante del pesce nella sua alimentazione fin dallo svezzamento. Ecco una serie di consigli su come inserirlo correttamente nella dieta dei più piccoli (e magari anche dei grandi). Prima però è bene ricordare perché il pesce è un alimento così prezioso.

TANTI BUONI MOTIVI PER PUNTARE SUL PESCE

Aiuta la memoria. Tutto merito degli Omega 3 ovvero gli acidi grassi polinsaturi a catena lunga che intervengono nello sviluppo del sistema nervoso del bambino.

Contiene pochi grassi. Il pesce contiene proteine ad alto valore biologico, proprio come la carne ed è ricco di aminoacidi. La presenza di grassi dipende dalla varietà scelta: merluzzo, sogliola e trota sono magri; sardina e dentice sono semigrassi; sono grassi invece il tonno e il salmone.

Fa bene ai denti. É ricco di vitamine: la D, utile per le ossa e i denti, la K, per la coagulazione del sangue e molte del gruppo B: la B1, indispensabile per un ottimale sviluppo del sistema nervoso, la B2 e la B6, che proteggono pelle e vista, la B3 per lo sviluppo sano del bambino.

Rafforza le difese immunitarie. Il pesce rappresenta anche una fonte importante di proteine nobili, sali minerali, zinco, iodio e ferro, utile per la formazione di globuli rossi.

SCHEDE PRATICHE

Dagli 8 mesi – Il pesce può essere introdotto nella dieta del lattante a partire dagli 8 mesi e non prima, per evitare sensibilizzazioni allergiche. Lo si aggiunge al brodo vegetale, al posto della carne, oppure lo si propone a parte, condito con olio e passato di verdure. Esistono in commercio sia il liofilizzato che l’omogeneizzato, ma è possibile utilizzare il pesce fresco (o quello surgelato) cotto a vapore o bollito. Per le prime pappe l’omogeneizzato e il surgelato offrono maggiori garanzie di sicurezza alimentare. In caso di familiarità per allergia (2 genitori/un genitore e un fratello/ 2 fratelli allergici), l’introduzione del pesce va rinviata a dopo l’anno di età.

Dai 2 anni – Un consiglio potrebbe essere quello di cucinare il pesce in modo semplice, al forno o in padella e di giocare con questo alimento servendolo in modo divertente.
Un’idea simpatica potrebbe essere quella di cucinare il pesce, quindi trasformarlo con le formine dei biscotti; il filetto di cernia avendo carni consistenti si adatta perfettamente a questo scopo.

Dai 5 anni  – Molto apprezzati dai bambini anche l’hamburger di pesce preparato frullando la polpa di un qualsiasi pesce azzurro ricco di omega3.
Allo stesso modo si possono realizzare anche delle crocchette di pesce, frullando il pesce ed impanandolo con uovo e pangrattato; una variante casareccia dei classici bastoncini.

Nella crescita – Particolarmente adatta anche l’insalata di mare, gustosissima e forse più allegra del classico pesce, per questo più apprezzata dai bambini, condita semplicemente con olio e prezzemolo. Se poi il pesce, da solo, proprio non va giù, l’idea in più è quella di proporlo sotto forma di condimento per la pasta asciutta.

QUALCHE IDEA <CONVINCENTE>

*Per alcuni bambini l’immagine del pesce nel piatto può sembrare inquietante: meglio proporlo soprattutto se piccoli sotto forma di polpette o già tagliato

*Molto comune il problema delle lische. Per aggirarlo si può puntare sui filetti dorsali. In ogni caso è bene assicurarsi di eliminare bene ogni lisca prima di proporre il pesce ai più piccoli: basta un assaggio pungente per scatenare il prossimo rifiuto

*Usare il pesce come ingrediente principale dei piatti preferiti dai bambini come gli hamburger o le polpette.

*Non solo gli occhi, ma anche il naso vuole la sua parte: meglio evitare pesci con un odore forte

QUALE PESCE SCEGLIERE

Per i bambini più piccoli il consiglio è puntare su pesci particolarmente digeribili e magri come sogliola, nasello, dentice, cernia, rombo, merluzzo, trota, palombo, orata, luccio, branzino, tinca. Alcuni pesci poi possono essere d’aiuto in situazioni particolari: il merluzzo per esempio è particolarmente ricco di calcio; molto proteici invece la trota e lo sgombro (ma anche lo stesso merluzzo); particolarmente ricco di ferro, lo sgombro. Da limitare invece, perché contengono discrete quantità di grassi saturi, l’aringa, il salmone e il tonno.

Dopo l’anno di età si può proporre al bambino qualsiasi varietà di pesce, anche se bisogna evitare anche solo l’assaggio di crostacei (granchi, gamberi, aragoste) e molluschi (cozze, vongole, calamari e seppie).

Da non dimenticare poi che a livello nutrizionale il pesce azzurro è da preferire al pesce bianco, anche se richiede un po’ più di impegno nella preparazione è bene inserirlo nell’alimentazione del bambino.

(pubblicato su Viversani e Belli)

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