A tavola con mamma e papà

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Mangiare insieme ai genitori aiuta il bambino a crescere sano. Oltre che una conferma data da numerosi studi – l’ultimo in ordine di tempo arriva dall’America ( dalla Rutgers University del New Jersey) – è un appello che i medici rivolgono direttamente alle famiglie: la salute del bambino migliora se condivide i pasti con i genitori. Ma non è così semplice come sembra: sono ancora molti gli errori in cui spesso involontariamente si può inciampare.

 

Mangiare tutti insieme dunque non basta. Resta un passo fondamentale verso il futuro benessere del bambino, ma non sempre è fatto nella direzione giusta.

<La condivisione del pasto – spiega il presidente dei medici pediatri italiani, Giuseppe Mele – rappresenta uno degli elementi  fondamentali dell’avvio di una alimentazione sana. Tuttavia, ci sono due problemi fondamentali da risolvere: i bambini tendono sempre più a mangiare poche cose, spesso di scarso valore nutrizionale e gli adulti, dall’altra parte, non sono in grado di stimolarli proponendo piatti che coniughino gusto e sana alimentazione>.

ATTENTI: GLI ERRORI PIU’ COMUNI

Gli errori a tavola sono tanti, e riguardano tutti momenti della giornata.

La prima colazione è molto spesso frettolosa e in versione ridotta. Succede così, soprattutto con i più grandi che al suono della campanella lo spuntino di metà mattino diventi ipercalorico.

Nei pasti principali invece è frequente un consumo eccessivo di proteine animali, grassi saturi e sodio, mentre si registrano carenze di carboidrati complessi (amidi), fibra alimentare, calcio, ferro, zinco ed acido folico. In particolare, il pranzo è spesso incompleto e veloce, mentre la cena diventa il pasto principale della giornata: spesso è ipercalorico e carente di frutta e verdura.

Molti genitori infine, sanno cosa dovrebbero mangiare i loro figli, ma preferiscono dare loro cibi accettati con più facilità e sicurezza: per evitare conflitti e perdita di tempo. Nulla di più sbagliato: così si entra in un circolo vizioso. Ma uscirne si può.

QUANDO INVERTIRE LA TENDENZA

Più precoce è l’<imprinting> migliore sarà l’accettazione. Impostare regole di sana alimentazione, a casa (e non solo) diventa più difficile col crescere dell’età: per ottenere però cambiamenti efficaci all’interno della famiglia tutti dovranno essere coinvolti. <Spesso sono gli adulti che si adattano a tavola alla monotonia e all’alimentazione poco equilibrata dei loro figli>, conclude Mele.

Nello svezzamento. Le nuove indicazioni dei pediatri partono da un punto fondamentale: i primi tre anni di vita sono fondamentali per la crescita del bambino. Attenzione però: i cibi devono essere adeguati all’età. Via libera al baby food: le porzioni sono adeguate, il contenuto proteico è sotto controllo. Bimbi piccoli a tavola quindi, ma con gli omogeneizzati. A tavola con i genitori impareranno che il pasto è un momento fondamentale della loro giornata, e impareranno ben presto ad apprezzarne il momento di condivisione.

Da uno a tre anni. Puntare sulla curiosità: il momento del pasto è un momento di apprendimento. Anche se piccoli vanno incentivati a provare nuovi sapori, anche poco per volta: meglio allora che provino direttamente quello che vedono nel piatto di mamma e papà. Puntare subito verso frutta e verdura: devono essere sempre presenti in tavola e a portata di mano. Scegliere i prodotti di stagione: imparerà a conoscere quello che la natura offre. L’obiettivo è quello di arrivare al pasto unico per tutti: il bambino imparerà nuovi sapori, e i grandi mangeranno meglio.

Dai tre ai cinque anni. Non permettere ai bambini di accedere direttamente e autonomamente al cibo. Se il bambino deve chiedere, il controllo dei genitori diventa maggiore. Tenere a portata di mano solo alimenti consigliati. Coinvolgerli nella preparazione dei cibi: basta anche solo un giorno a settimana.

Dai sei anni. Anche se i pasti fuori casa non possono essere controllati, si possono comunque stabilire regole su ciò che si mangia a casa e fuori. Controllare i messaggi che arrivano dai media: puntare su cibi e merende naturali. Proporre alternative.

COSI’ SI CAMBIA MARCIA

Mai mangiare troppo in fretta. Quando si mangia troppo velocemente, la mente non ha neppure il tempo di rendersi conto che lo stomaco si è già riempito. Ci vogliono infatti circa 20 minuti perché dallo stomaco pieno il segnale di sazietà arrivi al cervello. Puntare molto sulla masticazione: per scoprire nuovi sapori, per evitare disturbi nella digestione. Mangiare lentamente: fare una pausa dopo ogni portata o, meglio ancora, quando il piatto è vuoto a metà. I genitori devono essere da esempio.

Niente cibo davanti alla televisione. Meglio poca tv e soprattutto senza cibo. Mangiare meccanicamente davanti al video è il modo migliore per perdere il controllo e per riempirsi di cibo senza accorgersene. Inoltre da seduti le calorie accumulate non vengono smaltite.

Dolci sotto controllo. Conviene specificare le occasioni in cui certe golosità sono concesse. Attenzione anche in questo caso alla qualità. Conservare in cucina solo frutta, verdure, alimenti integrali e altri alimenti sani. Se si stabilisce che un alimento va evitato, meglio non comprarlo proprio.

Attenzione alle bevande gassate. Spesso le bevande gassate sono ricche di zuccheri e di calorie. È meglio abitare fin da piccoli i bambini a dissetarsi con l’acqua. Bibite concesse saltuariamente. Attenzione alla quantità: meglio non lasciare in frigo bottiglie da due litri dalle quali attingere liberamente. Per un bambino una lattina è già troppo.

Non spingetelo a vuotare il piatto. Insegnargli a non avanzare niente è una buona abitudine, ma solo se le porzioni non sono eccessive. Se vi capita spesso di insistere per farlo mangiare, probabilmente ha ragione lui: fate porzioni più piccole e semmai concedete un bis.

Attenzione agli eccessi. Tenere lontano i piatti da portata aiuta ad evitare di servirsi più volte. Meglio lasciare a disposizione verdure e frutta in quantità.

NON SOLO A TAVOLA

Mantenere un atteggiamento positivo. Sono necessari tempo, pazienza e impegno per sostituire un’abitudine con un comportamento nuovo, più salutare. Intanto è fondamentale partire con l’obiettivo giusto: l’obiettivo della famiglia dovrà essere raggiungere uno stile di vita sano, non modificare l’aspetto esteriore del bambino o raggiungere un determinato peso sulla bilancia.

Individuare obiettivi realizzabili. Stabilire gli obiettivi di ogni singolo componente della famiglia: per un bambino si può partire con l’introdurre un frutto per la merenda pomeridiana, per un genitore quello di fare una camminata almeno una volta a settimana. altri obiettivi possono riguardare tutta la famiglia: limitare il fast food ad una volta al mese, fare una gita in montagna ogni quindici giorni.

Piccoli passi. I cambiamenti graduali sono più facili da introdurre nella routine giornaliera e diventano più facilmente duraturi. Basta iniziare a piccoli passi: evitando di bere bibite durante i pasti, limitare il dolce ad un giorno alla settimana, spegnere la tv durante il pasto.

Proporre alternative. Invece del cartone in tv si chiacchera: i bambini amano i racconti sul passato dei genitori. Via libera ai ricordi.  È un modo semplice e divertente per condividere e mantenere una buona atmosfera durante il pasto.

Puntare sulla gratificazione. Riconoscere il successo di un comportamento favorisce la motivazione. Quando il bambino raggiunge o mantiene un obiettivo (ad esempio sceglie di consumare frutta al posto di un dolce) deve essere incoraggiato e gratificato. Il premio giusto: una gita con la famiglia, un’attività tutti insieme.

COSI’ NON SI SBAGLIA

Non saltare la colazione del mattino. Anche se può sembrare strano, i bambini che saltano la colazione rischiano di ingrassare quattro volte di più, perché partono con un debito calorico che tendono a riempire in eccesso durante la giornata. Nell’intervallo a scuola è sufficiente un frutto.

Non esagerate con la carne. Almeno cinque volte alla settimana va sostituita con i legumi o con del pesce (sogliola, nasello, palombo, pesce azzurro) che contiene gli acidi grassi insaturi fondamentali, specie nei primi tre anni di vita, per lo sviluppo del sistema nervoso centrale.

Attenzione alle porzioni e al sale. Cibi sani per tutti, ma attenti alle porzioni: devono essere adeguate all’età. Preferire il condimento a parte: è più facile tenere sotto controllo il sale (non superare i due grammi al giorno).

Scegliere un menù vario. Puntando sulla varietà sarà più facile evitare squilibri alimentari. Per lo sviluppo delle preferenze alimentari è meglio lasciare una certa libertà di scelta degli alimenti ai bambini e mostrare comprensione verso le avversioni verso alcuni cibi: spesso sono temporanee.

(pubblicato su Viversani&Belli)

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