Il tuo bimbo mangia nel modo corretto?

Nonostante l’allarme degli esperti, l’obesità infantile sembra ancora un problema molto lontano dalla quotidianità. Non sono poche le mamme a sottovalutare il problema di un figlio qualche chilo in più. Il problema invece è serio. Questi i numeri: in Italia un bambino su tre è sovrappeso e uno su dieci obeso con il rischio che nel 50 per cento dei casi lo sia anche da adulto. Un dato che ci colloca al terzo e al quarto posto in Europa per la maggiore incidenza di bambini sovrappeso e obesi.

Ecco come si può intervenire: correggendo lo stile alimentare e di vita dei bambini (e anche degli adulti che vivono con loro).

PERCHE’ NON E’ SOLO UNA QUESTIONE ESTETICA

<Le mamme sono molto informate, prestano attenzione ovviamente alla salute del bambino – spiega Ambra Morelli dietista responsabile dell’associazione nazionale dietisti Lombardia -. Ma poche ancora sanno affrontare nel modo corretto un discorso di sovrappeso o obesità del bambino. Spesso sono le mamme per prime a non avere a pieno compreso quali sono le corrette regole alimentari. E non si rendono conto che le conseguenze possono essere davvero pesanti>. Non si tratta infatti di un solo discorso estetico: il bambino non deve perdere una taglia per essere alla moda, ma deve imparare ad alimentarsi nel modo corretto per allontanare rischi metabolici che possono essere molto gravi: si pensi al diabete, alle malattie cardiovascolari che possono presentarsi purtroppo anche da giovani, non solo in età avanzata.

FAMIGLIA E SCUOLA, INSIEME SI PUO’

Fondamentale accanto alla famiglia il ruolo della scuola nell’aiutare il bambino a seguire un corretto stile alimentare. Oggi il 70 per cento dei bambini, tra scuole elementari e medie, pranza nella mensa dell’istituto, ma su circa 2200 scuole italiane, solo il 68 per cento di queste la possiede. E anche quando c’è, nessuno controlla cosa e quanto i ragazzi scelgono, specie fra i bambini fino agli 8-9 anni nei quali manca l’idea di porzione e di arco di tempo. <Per questo diventa fondamentale insegnare al bambino il valore degli alimenti che assume – aggiunge Ambra Morelli -. Il compito di un dietista è quello di aiutare il bambino e la famiglia a modificare il suo stile alimentare  di vita: non parliamo in genere di diete col bambino. Diamo piuttosto uno schema alimentare che la madre può seguire durante la preparazione dei pasti. Ma non insistiamo troppo col bambino. Rischieremo solo di ottenere l’effetto contrario. È giusto che mangi un po’ di tutto sia a casa che a scuola, ma che sappia quello che deve mangiare solo saltuariamente>.

COME TI INSEGNO A MANGIARE

<No ai divieti: vietare da piccoli significa avvicinare da grandi>. Ecco la ricetta semplice ed efficace per iniziare un discorso non solo di cura ma anche di prevenzione del sovrappeso e dell’obesità. <Nel pensiero comune –  sottolinea il presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Giuseppe Mele – quando si parla di dieta di parla di rinunce. Ed è un concetto sbagliato all’origine. Il concetto giusto è che la dieta è un darsi delle regole. Poche e semplici: utilizzare materia prima di qualità e prepararla, cucinarla nel modo corretto. Una dieta salutare è una dieta in cui non deve mancare nulla>. Una dieta varia, un obiettivo ancora lontano da raggiungere. <Due sono i problemi fondamentali – conclude Mele – i bambini tendono sempre più a mangiare poche cose e di scarso valore nutrizionale. Dall’altra parte, i genitori non sono in grado di stimolarli proponendo piatti che coniughino gusto e sana alimentazione>.

SCHEDA – GLI ESPERTI: COME FARE SE

.Per chi ha già un problema da risolvere.

Rivolgersi ad uno specialista è fondamentale. Sarà il pediatra, per primo, a tracciare il cammino da seguire. Da evitare assolutamente le diete fai da te. <Con i bambini non si parla di diete – conferma la dottoressa Ambra Morelli – ma di educazione alimentare. Si cerca di aumentare l’attività fisica, modificare uno stile di vita sedentario>. Dal punto di vista alimentare si punta all’educazione: <E’ un percorso un po’ più lungo e anche difficile per la famiglia: ma il bambino deve imparare che ogni alimento ha un suo valore e una sua importanza. Anche la famiglia dovrà fare la sua parte a tavola: i bambini copiano le abitudini alimentari dei grandi>.

.Per prevenire.

<La prevenzione dell’obesità infantile – dichiara Giovanna Cecchetto, presidente dell’ANDID – deve iniziare fin da neonati, favorendo il più possibile l’allattamento protratto al seno e tenendo sotto controllo l’eccessivo recupero di peso nei primi anni di vita. Studi scientifici hanno infatti dimostrato che quasi la metà di bambini obesi resteranno tali anche da adulti>. Attenzione anche al latte vaccino: è troppo proteico, meglio i formulati, come sono da preferire i baby food: <Sono bilanciati, controllati – spiega Adima Lamborghini pediatra consulente scientifico del Fimp -. È tempo di sfatare un mito. Non è vero che naturale è sinonimo di sicurezza. I prodotti che troviamo al mercato non sono più quelli di trenta anni fa: contengono la metà delle vitamine. Ci vuole equilibrio: sì al naturale, ma anche al baby food>.

.Con i bimbi piccoli

Nei primi anni di vita e nell’età di sviluppo si decide il numero di cellule adipose che quel corpo avrà anche da grande. Finita la pubertà il numero di cellule adipose resterà invariato, ma le stesse potranno aumentare di volume, dando origine a problemi di obesità con le conseguenze anche gravi che coinvolgono tutto lo stato di salute. <Per questo è fondamentale impostare una corretta alimentazione entro i primi 3 anni di vita – spiega Mele –. Le linee guida presentate dal pediatra per lo svezzamento restano valide. Certo, il bambino comincerà a mangiare alimenti solidi, ma dovranno essere alternati e si dovranno comunque evitare sempre i cibi grassi o troppo calorici. Basterà ricordare tre numeri: 5 come il numero dei pasti al giorno, 3 come le ore a settimana da dedicare all’attività fisica e 1, ovvero l’ora al giorno che si può passare davanti alla televisione>.

. Attenti al risvolto psicologico

Responsabilizzare il bambino, supportarlo in questo percorso sono due mosse fondamentali per metterlo al riparo dalle pressioni psicologiche che una situazione di sovrappeso o obesità può comportare. <Il sostegno della famiglia è fondamentale – conclude Ambra Morelli -. Dalle parole e dal comportamento dei genitori il bambino costruisce la sua difesa contro il mondo esterno. L’importante è non essere restrittivi: si rischierebbe solo di isolarlo dagli altri. Patatine e snack alle feste vanno bene, tutti i giorni no>.

UN AIUTO PRATICO PER CAMBIARE ROTTA

. NO A ZUCCHERI AGGIUNTI

. ATTENZIONE AL SALE

. CONDIMENTI SOTTO CONTROLLO

. PREFERIRE I VEGETALI

.STUZZICARE IL GUSTO

(Pubblicato su ViverSani&Belli)

Link utili:

http://www.lastampa.it/2013/02/23/societa/mamme/bambini/6-11-anni/obesita-infantile-mamme-sotto-accusa-q8DClc2IAqOxuHVtJSI2ML/pagina.html

http://www.obesitainfantile.org/

http://www.scelgolasalute.it/cms/area-media/news-per-i-cittadini/64-mamma-e-bimbo/2100-okkio-alla-salute-i-dati-sullobesita-infantile-in-italia.html

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