Intossicazioni alimentari, così le eviti

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Quarantamila all’anno: tanti sono i casi di intossicazione alimentare in Europa. Quasi seimila, lo scorso  anno in Italia. Numeri che messi in fila subito provocano un po’ di apprensione. “In realtà – spiega la dottoressa Michela Barichella, direttore della struttura di dietetica e nutrizione clinica degli istituti clinici di perfezionamento di Milano  – potrebbero essere molti di più. Ci sono molte specie di batteri, virus, parassiti che possono provocare una intossicazione. E non sempre vengono registrati tutti casi”. I dati più recenti contano 250 agenti patogeni in grado di provocare disturbi che vanno da un disturbo gastro intestinale ad un’insufficienza renale.

Subito una buona notizia. “Quando si parla di intossicazioni alimentari si pensa subito alla salmonellosi – continua l’esperta in alimentazione -: ma ormai si tratta di un problema che si è molto ridimensionato grazie ad una maggior attenzione da parte del consumatore nei confronti delle uova e della maionese. Conoscendo i rischi le persone hanno evitato di consumare uova crude, da sole o in salse”. Quello che preoccupa è invece un batterio legato a nuove abitudini alimentari, come quella di consumare cibi poco cotti. “L’escherichia coli  è sicuramente un batterio emergente e legato all’abitudine di consumare carne e latte crudo. Di per sé è innocuo ma è capace di produrre tossine molto pericolose per la salute: si chiamano verocitotossine e sono legate al consumo di carne poco cotta e al latte crudo”.

“Se però si rispettano poche e semplici regole di comportamento – conclude la dottoressa Barichella – i rischi sono davvero sotto controllo. Non è quindi il caso di evitare o eliminare dalla dieta determinati alimenti. Basta ad esempio privilegiare cibi cotti: ad una temperatura maggiore di 60 – 70 gradi la maggior parte degli agenti patogeni viene neutralizzata”.

Nel caso invece dei latticini vi sono molte differenze tra i prodotti freschi e quelli stagionati a causa di vari fattori tra i quali la presenza di acqua. Va preferito il latte pastorizzato rispetto al latte crudo e occorre fare attenzione al burro e ai formaggi freschi che mediamente contengono circa il 60 per cento di acqua. Lo stesso vale per i gelati in particolare i cremosi se fatti con le uova o i dolci a base di crema.

I LINK PER APPROFONDIRE:

http://www.ceirsa.org/leggitutto.php?idrif=505

http://www.epicentro.iss.it/problemi/salmonella/salmonella.asp

http://www.efsa.europa.eu/it/faqs/faqecolishigatoxin.htm

UN DECALOGO SICUREZZA

Nel decalogo messo a punto dal comitato scientifico dell’osservatorio nutrizionale grana padano le regole da seguire per mangiare e bere in tutta sicurezza.

1. CARNE. La carne deve essere ben cotta, in quanto le alte temperature uccidono la maggior parte dei germi responsabili delle infezioni. La cottura delle carni deve essere tale da permettere che al centro venga raggiunta la temperatura di almeno 69°C. Attenzione, quindi, a cotture incomplete: il barbeque non sempre permette il raggiungimento delle temperature necessarie.

 2. IL PESCE e I FRUTTI DI MARE. Preferire i pesci ben cotti e consumare pesce acquistato presso esercizi commerciali sicuri. Se volete mangiare pesce crudo, o poco cotto, tutti i ristoranti che lo servono, per legge, debbono averlo preventivamente passato in un abbattitore di temperatura per 24 ore a -20°C. Se invece lo volete comprare avvisate il vostro pescivendolo che vorrete mangiarlo crudo, in questo caso anche il negozio dovrà abbatterlo prima di venderlo. E ricordarsi che non è vero che il limone ha il potere di eliminare gli eventuali batteri o virus presenti.

3. LE VERDURE e LA FRUTTA. Scartare il prodotto deteriorato anche solo parzialmente; devono sempre essere lavate accuratamente, indipendentemente da dove sono state acquistate. E’ sempre meglio procedere al lavaggio aggiungendo all’acqua del bicarbonato o altri disinfettanti alimentari.

4. ACQUA. Verificare sempre che l’acqua sia potabile quando si beve da fontane. Nel dubbio, preferire acqua in bottiglia.

5. UOVA. Da consumare ben cotte e da acquistare presso esercizi commerciali autorizzati, lavarle bene prima di romperle sulle preparazioni in quanto potrebbero essere contaminate con piccolissime ed invisibili parti di feci della gallina; il pericolo più grande che si corre con le uova è la contrazione della salmonellosi, non lavarle però appena acquistate, perché in questo modo rimuoveresti una patina esterna che garantisce una migliore conservazione.

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6. DOLCI E GELATI. Sono alimenti sensibili e facili alle culture batteriche, assicuratevi che non siano scaduti e che siano stati conservati perfettamente. Non teneteli fuori dal frigo se non per consumarli, ed in ogni caso non conservate per più di 1-2 giorni i dolci a base di creme e uova e ad una temperatura di 5°C o inferiore. I gelati debbono essere conservati in freezer, ma se sono stati in tavola fino a diventare quasi liquidi non ricongelateli. Il gelato conservato in freezer deve essere consumato, è una pessima abitudine, estrarre una vaschetta, consumarne un po’ e rimetterla in freezer per più volte.

 7. TENERE AL FRESCO. Soprattutto con il caldo, evitare di conservare gli alimenti a temperatura ambiente; quando si trasportano gli alimenti fuori casa, anche se utilizzare borse refrigeranti, consumateli dopo poco tempo; fate attenzione agli sportelli del ghiaccio o refrigeratori, non sono veri e propri congelatori.

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 8. IGIENE. Ricordate di lavare sempre le mani prima e dopo aver toccato alimenti crudi; usare dei guanti se avete ferite o lesioni sulle mani; tenere lontani gli animali domestici dal luogo dove conservate i cibi, poiché trasportano microrganismi dannosi. Anche in frigo conservare in cibo in contenitori chiusi ermeticamente e separati per genere alimentare. In casa mettete tutto in frigorifero anche lo scatolame aperto e fate attenzione che i cibi sottolio siano sempre coperti dall’olio.

 9. COTTURA. Preferire il consumo di alimenti cotti, soprattutto per quanto riguarda carni, pesci, frutti di mare e uova.

10. LUOGHI D’ACQUISTO. Rivolgersi sempre a rivenditori autorizzati e di provata fiducia. Un buon negozio deve essere ordinato e sempre pulito, evitate quelli che non hanno queste caratteristiche. Prima di acquistare controllate bene che il cibo confezionato sia perfettamente sigillato che la confezione non sia bagnata o coperta di brina, che le bottiglie abbiano il tappo ermetico integro.

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