Gelato, sfizio o scelta sana?

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Che sia confezionato o artigianale, poco importa. Il gelato resta il grande protagonista dell’estate. Tanto che ciascun italiano nei tre mesi estivi ne mangerà almeno una ventina. Il 62per cento lo sceglierà a metà pomeriggio, il 7 invece come sostituto di un pasto. Sfizio o scelta ragionata, ecco i pro e i contro di una scelta che sicuramente sarà all’insegna della golosità.

 

La scelta più comune è quella di regalarsi un gelato a metà pomeriggio: spezza la fame fino all’ora di cena, e dà la possibilità, soprattutto se consumato in spiaggia, di essere ancora smaltito. Il gelato poi viene spesso e volentieri consumato nel dopo cena: o come dessert a chiudere il pasto o ancor più frequentemente durante la passeggiata serale. Dal punto di vista nutrizionale da metà pomeriggio in avanti il gelato rischia di aggiungere calorie difficilmente smaltibili prima del tramonto. Se deve essere un <premio> di fine giornata, meglio scegliere porzioni piccole, lasciando da parte gusti come cioccolato, nocciola e crema. Se invece si vuole fare uno strappo alla regola, allora meglio puntare sul pranzo. Ma prima di farlo, ecco una serie di indicazioni che metteranno in salvo la salute (e la bilancia).

 

A TAVOLA, PER PRANZO

 

L’importante è che sia alla crema. Ecco, la buona notizia subito. Giuseppe Fatati, presidente della fondazione Adi (associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica), ci tiene a mettere subito in chiaro che quando si parla di sostituto del pasto, il gelato non deve essere alla frutta. <Contrariamente a quello che si pensa – spiega – il gelato alla crema è dal punto di vista nutrizionale più completo. Se si decide di sostituire occasionalmente il pasto, meglio il pranzo, con un gelato allora dobbiamo scegliere un gelato un po’ più corposo. Con un gelato alla frutta verrebbero a mancare nutrienti importanti come le proteine e i lipidi>. Subito un esempio pratico. <Prendiamo il classico biscotto crema, zabaglione e cioccolato – aggiunge Fatati -: dal punto di vista calorico si arriva al massimo a 300 calorie, con una buona componente di acqua, pari al 36 per cento, di carboidrati pari al 50 per cento e con 7 grammi di lipidi e 5 grammi di proteine. Un alimento quindi equilibrato. Se si sceglie un gelato artigianale, basterà invece aggiungervi una cialda. Un gelato, artigianale o confezionato, con un po’ di frutta: ecco una ricetta per un pasto estivo bilanciato>. Non manca però il rovescio della medaglia.

 

IL CONTRO DEL GELATO

 

I nutrizionisti sono d’accordo: il gelato può occasionalmente sostituire degnamente un pasto, con un apporto nutrizionale completo. C’è però un problema che rischia di mandare tutto all’aria. <Il problema riguarda il senso di sazietà – ricorda Fatati -. Capita infatti che due ore dopo un buon gelato torni a farsi sentire la fame. È qui che bisogna controllarsi: il gelato è un pasto completo e come tale deve bastare. Non ci si deve far prendere la mano e aggiungere altre calorie del tutto inutili>. Un rimedio però c’è, ma deve essere messo in atto con il gelato in mano. <Il senso di sazietà deriva dalla masticazione – conclude Fatati -. Difficile da mettere in atto con il gelato. Quello che si può fare allora è imparare a gustarlo lentamente. Mentre molto spesso si tende ad aggredirlo in 5 minuti. Nulla di più sbagliato, soprattutto per la bilancia>.

 

PECCATO DI GOLA? NEANCHE TROPPO

 

Basta con i sensi di colpa. Il gelato artigianale contiene molte meno calorie rispetto a quanto si pensi. Molte in meno rispetto a dolci come il tiramisù (6 volte in meno se scegliamo gusti alla frutta) o ad una tavoletta di cioccolato (su 100 grammi: il gelato alla crema fa 220 calorie, il cioccolato fondente 542). Lo hanno dimostrato due  ricercatori dell’università degli Studi di Milano – Marisa Porrini, docente del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Michele Carruba, direttore del Centro studi e ricerca sull’obesità esaminando alcuni campioni di gelato artigianale per ricavarne la composizione e determinare qualità e percentuali di grassi, zuccheri, proteine, vitamine, sali minerali e antiossidanti presenti. Il gelato è quindi un’ottima merenda anche per i bambini: meglio di una fetta di crostata (339 calorie) o di una merendina farcita (da 350 a 460 calorie).

 

COME SMALTIRE LA MERENDA

 

Un sfizio dopo una giornata passata a <correre> dietro incombenze varie ma senza allontanarsi dalla scrivania? Meglio puntare su un bon bon gelato: 35 calorie appena. Oppure un mini cono gelato (60 calorie) più <leggero> del classico e innocente ghiacciolo (72 cal). Se invece avete in programma un po’ di attività fisica nel resto della giornata allora potete permettervi anche qualcosa in più: con una nuotata di dieci minuti potrete smaltire una porzione di gelato al cioccolato, con un quarto d’ora di calcetto il classico gelato con lo stecco.

SORBETTI A TUTTO SAPORE

 

Una soluzione per chi non vuole rinunciare ad un fresco dessert magari serale? Senza alcun dubbio, il sorbetto: ideale anche per chi è a dieta, può essere consumato a qualsiasi ora del giorno. A base di frutta può anche essere preparato in casa, approfittando dell’ampia scelta di frutta di stagione. La frutta è infatti l’ingrediente principale di questa preparazione a cui si aggiungono acqua e zucchero (a volte viene aggiunta anche una spruzzata di liquore). Il sorbetto fatto solo con frutta e zucchero ha circa 130 kcal per 100 g, cioè dal 30 al 50per cento in meno rispetto a un gelato alle creme. Tuttavia, si tratta di un prodotto meno appetibile e meno saziante, trattandosi di un alimento che si digerisce molto in fretta, con un indice glicemico piuttosto alto.

 

I  GELATI SPECIALI

 

Poche calorie e tanto nutrimento, il gelato è un alimento per tutti, anche per chi ha esigenze particolari. Oggi per fortuna è meno complicato di un tempo trovare prodotti specifici per le persone intolleranti al latte o per i celiaci. Si stanno diffondendo sempre più infatti preparati a base di latte di soia o di riso, senza glutine o con latte delattosato (latte privo di lattosio), grazie all’impegno dei principali produttori di gelato industriale. A Raffaella Oppimitti, autrice di <Sono celiaco, non sono malato> abbiamo chiesto come i celiaci possono <regolarsi> con il gelato. <Noi celiaci siamo intolleranti al glutine, una proteina presente nei cereali quali grano tenero, grano duro, segale, orzo, farro, kamut, non assumiamo quindi alimenti che contengono questi cereali ma basiamo la nostra alimentazione prevalentemente su riso e mais>. Cosa c’entra il gelato con il glutine allora? <Apparentemente sembra niente – aggiunge Oppimitti -, una volta esclusi i gusti che contengono per esempio parti di biscotto e lo stesso cono, invece non è così. Il glutine si cela in moltissimi alimenti, come per esempio creme spalmabili, cioccolato in tavolette, caramelle, zucchero a velo, preparati per dolci, sempre per rimanere in tema di dolci, e anche nel gelato>. Bisogna dunque rinunciare?  <No – conclude -, bisogna semplicemente scegliere tra i gelati e i ghiaccioli confezionati quelli che riportano la dicitura senza glutine o riportano il marchio della spiga barrata, e per quel che riguarda i gelati artigianali è bene scegliere invece una delle tante gelaterie che dichiarano il loro gelato gluten free, che per fortuna sono sempre di più!>.

 

DIMMI CHE GELATO MANGI E TI DIRO’ CHI SEI

 

Non solo i gelati, ma anche i test sono i tormentoni dell’estate. Questo promosso da Igi, l’istituto del gelato italiano, mette d’accordo tutti e permette di sorridere dei propri <vizi>. Secondo la psicologa Viviana Finestrella è possibile associare al gelato precise caratteristiche della personalità di chi lo mangia.

 

Il cono. È scelto da chi predilige un’esperienza sensoriale completa: dalla parte croccante da mordere, al gratificante cioccolato finale. Chi sceglie il cono è in genere un tipo voglioso.

 

Lo stecco. Chi mangia questo tipo di gelato in genere è a prima vista una persona intraprendente. Ma non lasciatevi ingannare: in realtà si tratta di una scelta tipica di una persona insicura che sceglie qualcosa di tangibile da afferrare: il bastoncino con cui giocare o da tenere in bocca.

 

Il ghiacciolo. Si addice ad una personalità effimera o indipendente. A chi non ama aspettare. Questa persona tollera poco la frustrazione dell’attesa.

 

Il biscotto. Assomiglia alla merenda preparata dalla mamma: e per questo viene in genere scelto da chi ha bisogno di rassicurazioni. Il biscotto è un surplus di nutrimento affettivo

 

La coppetta. È scelta in genere dalle persone controllate e misurate. È il formato preferito da chi non si lascia andare fino in fondo e da chi deve mantenere le buone maniere.

 

Le praline. Tipiche del mordi e fuggi ovvero di una personalità moderna, attuale. Sono il gelato di chi ama avere con sé un piacere piccolo, ma ripetuto nel tempo.

(pubblicato su ViverSani e Belli)

 

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