Quando le orecchie fanno male

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Le orecchie sono un punto molto delicato per la salute soprattutto dei più piccoli. Fino ai cinque – sei anni è molto probabile che il bambino incorra in fastidiose otiti che lo costringono ad un pianto che può sembrare quasi disperato. Spesso succede di notte: il piccolo urla e non si calma almeno fino a quando viene preso in braccio, ovvero viene riportato in posizione verticale. Se ha il timpano arrossato, è molto raffreddato e ha qualche linea di febbre, allora è probabile che soffra a causa dell’otite.

Non c’è scampo. Che sia estate o inverno, dall’otite non si scappa. Cambia però  – per fortuna – l’entità del disagio. Mentre in estate l’infiammazione rimane collocata nell’orecchio esterno, in inverno è molto più frequente l’otite media, ovvero quella che coinvolge l’orecchio medio. Più facile da risolvere in tempi brevi, magari anche solo con un terapia locale, l’infiammazione che colpisce il canale uditivo che conduce al timpano: raramente infatti viene coinvolta la membrana timpanica. Quando invece l’infiammazione o l’infezione è localizzata nella parte media dell’orecchio la terapia potrebbe prevedere – sempre e solo sotto il controllo del medico – l’utilizzo di un antibiotico.

COME FUNZIONA L’ORECCHIO

Nei bambini piccoli le otiti sono molto frequenti a causa della particolare anatomia delle orecchie nella fase di sviluppo.  Immaginiamo l’orecchio diviso in tre parti: quella più esterna è la parte visibile (il padiglione auricolare); poi attraverso il condotto uditivo, si arriva all’orecchio medio che contiene il timpano e tre piccoli ossicini. Per ultimo c’è l’orecchio interno dove le vibrazioni vengono elaborate e trasmesse al cervello attraverso il nervo acustico. Per funzionare correttamente l’orecchio medio deve trovarsi a una pressione identica a quella atmosferica. La funzione delle trombe di Eustachio (il canale che collega la parte esterna del naso con l’orecchio) è proprio questa: mantenere l’equilibrio.

PERCHE’ SI AMMALA SPESSO

L’infiammazione dell’orecchio medio è una condizione molto frequente nei neonati sia a causa della configurazione delle trombe di Eustachio sia per via del molto tempo trascorso in posizione distesa: fattori che combinati insieme favoriscono il passaggio dei batteri dalla gola o dal naso all’orecchio medio. Il problema non si risolve però in breve tempo e con il raggiungimento della posizione verticale. Per una maturazione completa delle trombe di Eustachio bisogna aspettare fino ai quattro anni circa: finché saranno corte e in posizione orizzontale il rischio otite resterà alto ogni volta che si presenteranno un raffreddore o un’influenza.

LA PIU’ FREQUENTE E’ L’OTITE MEDIA

L’otite media è causata da batteri o virus che dalla gola o dal naso attraverso le trombe di Eustachio arrivano fino all’orecchio medio. Ciò si verifica perché le trombe di Eustachio non funzionano correttamente: ad esempio possono essere infiammate da un raffreddore, da una sinusite o da una infezione della gola, oppure ostruite da un ingrossamento delle adenoidi. I germi penetrati all’interno dell’orecchio medio producono secrezioni che premono sulla membrana timpanica provocando dolore. L’otite può interessare entrambe le orecchie o una soltanto. Ma per fortuna non è contagiosa.

QUALI SEGNALI

Difficile per una mamma individuare con certezza l’otite quando il bambino è molto piccolo. Può essere utile però sapere che il male d’orecchio si manifesta in modo evidente in tre situazioni in particolare: quando si coricano, masticano o succhiano. È probabile quindi che abbiano difficoltà a dormire e a mangiare. Se poi i fluidi si accumulano nell’orecchio medio, possono anche causare problemi temporanei di udito: il bambino può parlare a voce più alta del solito, non reagire a rumori meno intensi, alzare il volume della tv o della radio. Attenzione anche alle manine: se si tocca con maggior frequenza un orecchio, se lo strofina o lo schiaccia è probabile che il suo disturbo parta da lì.

VARI TIPI DI OTITE

Partendo dalla conformazione dell’orecchio, a seconda di dove è localizzata l’infezione si distinguono otite esterna, otite media e otite interna.

L’otite interna è la più grave perché tende a diventare cronica e può dare origine a problemi che vanno dalla perdita dell’equilibrio fino alla sordità.

L’otite media è la forma più diffusa. Come tutte le malattie infettive, l’otite può essere acuta (è quella che guarisce prima) o cronica (non guarisce completamente ma ad alterna periodi di calma a periodi di maggiore fastidio).

L’otite catarrale acuta è caratterizzata dal ristagno del muco a danno del timpano. L’origine si rintraccia di solito nelle infezioni nasali: è da qui che deve partire la cura. Utile favorire la decongestione (con frequenti lavaggi nasali) per calmare anche il dolore.

L’otite purulenta acuta è la più grave forma di otite acuta. Anche in questo caso, le cause dell’infezione vanno fatte risalire al naso, ma, a differenza di quanto si ha nella forma catarrale, nell’otite purulenta il liquido mucoso diviene presto pus (liquido più o meno denso formato da microbi e cellule morte), e preme contro la membrana timpanica. Questa forma di otite va curata con gli antibiotici.

COME INTERVENIRE

Nel dubbio che il bambino abbia l’otite è bene consultare il medico pediatra  che solo con una visita potrà confermare la diagnosi ed eventualmente prescrivere gli antibiotici per combattere l’infezione batterica.

In linea di massima però le infezioni dell’orecchio medio di solito guariscono spontaneamente entro 2 o 3 giorni, senza che sia necessaria una terapia specifica. Se il medico decide di prescrivervi degli antibiotici, di solito consiglierà una ciclo di 10 giorni. Per i bambini di età superiore ai 6 anni con un’infezione di entità da lieve a moderata, potrebbe essere più indicata una terapia più breve (da 5 a 7 giorni).

Non esiste un’unica terapia in grado di curare tutte le infezioni dell’orecchio medio, quando si tratta di decidere come gestire l’infezione dell’orecchio del bambino il pediatra prenderà in considerazione diversi fattori, tra cui il tipo e la gravità dell’infezione, la ricorrenza o meno delle infezioni all’orecchio, la durata e gli eventuali rischi legati all’infezione.

In particolare  possono essere curate con antibiotici quelle acute purulente, mentre quelle subacute (le cosiddette otiti sierose o otiti con effusione) non vanno curate con gli antibiotici in quanto causate da virus.

COME PREVENIRE

Minimizzare i rischi di otite nei bambini è possibile solo intervenendo sullo stile di vita: adottando un comportamento corretto si possono ottenere alcuni risultati, mentre non è ovviamente possibile intervenire su altri fattori come i precedenti famigliari e la ricorrenza delle infezioni.

Come prima azione è utile allattare al seno i neonati per almeno sei mesi: si possono così evitare episodi precoci di otite. Numerosi studi poi dimostrano che la frequenza e la durata dell’otite aumentano se il bambino viene esposto al fumo passivo.

Attenzione anche all’igiene. Nelle stagioni in cui sono più frequenti raffreddori e influenze è bene lavarsi frequentemente le mani per evitare situazioni di contagio. Anche il nasino del bimbo, specie se piccolo, dovrebbe essere lavato con frequenza. I lavaggi nasali sono sempre consigliati (prima della nanna è una buona abitudine) e devono essere frequenti soprattutto in caso di malessere.

COME FARE

–      Se è neonato: controllare il nasino. Se è il piccolo è raffreddato, procedere al lavaggio con alcune gocce di soluzione fisiologica. Se il disturbo permane per qualche ora, il bambino non si calma, non riesce a dormire e mangiare è bene chiamare il pediatra che valuterà l’entità del disturbo.

–      Se è un po’ più grande: oltre a mantenere il più possibile pulito il naso può essere utile ricorrere ad un antiinfiammatorio. Se il problema dura da più di 12 ore è bene portare il bambino dal medico.

(pubblicato su BimbiSani con la consulenza di Sergio Bottero Responsabile di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma)

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