Se c’è il rischio celiachia

il

Solo il 20 per cento dei bambini arriva puntuale alla diagnosi di celiachia: colpa dei sintomi, spesso atipici e quindi facilmente associabili ad altri disturbi. In più dalla comparsa dei primi sintomi possono passare alcuni anni prima di arrivare ad una diagnosi certa. Così in Italia, secondo i dati più recenti, sono 19mila i bambini affetti da celiachia (17mila hanno 10 anni, 1960 tre anni e mezzo e 61 hanno meno di un anno).

Eppure nei bambini la celiachia può avere effetti anche pesanti: ritardo nell’accrescimento, osteoporosi e anemie.

DSC_0324

 

Tutto dipende dal glutine, elemento proteico contenuto nei cereali (grano tenero, grano duro, farro, segale, kamut e orzo, farine e semole) ma anche in altri alimenti come il lievito (naturale o pasta madre), lo yogurt al malto o ai cereali. L’ingestione di glutine nei bambini celiaci provoca un grave danneggiamento della mucosa intestinale: così che i nutrimenti non possono essere assorbiti efficacemente.

La comparsa della celiachia è legata a fattori ereditari: è probabile che il bimbo nato da un genitore celiaco abbia una maggior predisposizione ad ammalarsi. Ma ci sono anche fattori scatenanti: la prima è il glutine stesso, ma anche i virus possono giocare il loro ruolo nella comparsa dell’intolleranza al glutine. Uno su tutti: il rotavirus.

SCHEDA – LA CELIACHIA

La malattia celiaca è una condizione di intolleranza permanente al glutine, in particolare ad una proteina in essa contenuta: la gliadina che si trova in frumento, orzo, segale e avena. Questi cereali se assunti da persone intolleranti al glutine possono danneggiare gravemente la mucosa intestinale. Con la dieta appropriata l’intolleranza al glutine resta, ma la mucosa intestinale torna nella norma.

L’ALLATTAMENTO AL SENO, UN’ARMA IN PIU’

Nei bimbi a rischio celiachia si possono mettere in atto alcune precauzioni che possono influenzare la comparsa della malattia. Lo studio più accreditato e recente è quello relativo all’allattamento al seno: il latte materno protegge il bambino anche nei confronti della celiachia. Solo uno studio invece dimostra l’efficacia dell’introduzione del glutine tra i 4 e i 7 mesi, ovvero all’inizio dello svezzamento. In questa fascia di età il bambino è solitamente ancora allattato al seno e la mucosa intestinale è abbastanza matura e integra per tollerare il glutine.

Risolvere il problema all’origine non è possibile. Non esiste un vaccino per la celiachia, ma gli esperti stanno studiando il modo di modificare la risposta immunologica al glutine, ovvero la risposta che determina l’intolleranza.

COME RICONOSCERE I SINTOMI

Riconoscere i sintomi della celiachia non è semplice. Intanto perché si manifestano nella loro forma tipica prevalentemente tra i 7 e i 24 mesi, dai 5 anni ai 7 invece è più probabile che i bambini manifestino sintomi atipici. Tra questi ultimi i più frequenti sono la stipsi, la bassa statura (per un ritardo dell’accrescimento), afte ricorrenti.

In particolare, i più piccoli, intolleranti al glutine, presentano sintomi come ritardo di crescita, vomito e diarrea. Nei più grandicelli, invece prevalgono sintomi come anemia, mal di pancia, stipsi.

QUALI ESAMI PER LA DIAGNOSI

Il primo approccio medico è a bassa invasività: vengono cioè effettuati esami del sangue specifici che valutano il quantitativo di anti-transglutaminasi (anti-tTG), di classe IgA . Si tratta di un esame molto preciso e sensibile che richiede tra l’altro di una piccolissima quantità di sangue, ed è inoltre semplice ed economico da eseguire. Nei bambini di età inferire ai 2 anni, si possono affiancare altri esame di controllo del dosaggio di altri anticorpi specifici.

Per una conferma definitiva e certa della malattia celiaca il passo definitivo è tutt’oggi la biopsia ossia il prelievo di una porzione di mucosa intestinale al fine di valutare, tramite esame istologico, lo stato di danneggiamento della mucosa, in particolare l’atrofia dei villi intestinali.

Nuove indicazioni però prevedono che, se gli esami evidenzino un livello di anticorpi decisamente elevato, la biopsia possa essere evitata. La decisione finale però spetta sempre al centro specialistico.

SCHEDA – LE DIVERSE FORME DI CELIACHIA

La celiachia può presentarsi sotto forme diverse:

–      Tipica: ha come sintomatologia la diarrea e l’arresto della crescita

–      Atipica: si presenta tardivamente con sintomi soprattutto extraintestinali (come l’anemia)

–      Silente: mancano sintomi evidenti

–      Potenziale: evidenziata da esami del sangue positivi ma con biopsia intestinale normale

QUANDO UN GENITORE E’ CELIACO?

Celiaci non si nasce, ma si nasce con la predisposizione ad ammalarsi. Tale predisposizione è di tipo genetico. Questo non significa che da un genitore celiaco debba per forza nascere un bambino celiaco. Infatti solo il  5-10 per cento dei parenti di primo grado (genitori, figli, fratelli) dei celiaci risulta essere intollerante al glutine.

ALIMENTAZIONE SOTTO CONTROLLO, SOLO COSI’ SI <GUARISCE>

Un soggetto celiaco può guarire completamente da tutti i suoi disturbi se si astiene dall’assumere glutine ma, può riammalarsi se entra in contatto nuovamente con questa sostanza. Seguire una dieta priva di glutine per tutta la vita è l’unica terapia che, ad oggi, permette di eliminare i sintomi della malattia e prevenirne le complicanze. Sono presenti in commercio (non solo più in farmacia, ma anche al supermercato) prodotti come farine, pane, pasta, biscotti, grissini, fette biscottate ed altri prodotti a base di cereali quali riso e mais che per natura non contengono glutine.

Seguendo una dieta corretta, priva di glutine, non solo vengono ridotti ed eliminati i sintomi, ma vengono anche ricostruiti i villi intestinali. La capacità di ripresa e di recupero dei tessuti danneggiati dipende da molti fattori: età del’insorgenza e grado di danneggiamento dell’intestino. Nei bambini, se la dieta è rispettata e la malattia è solo all’inizio, possono volerci dai 3 ai 6 mesi per la ricostruzione dei villi intestinali e per il ritorno ad un normale funzionamento dell’intestino.

QUALI CONTROLLI?

Una volta diagnosticata la malattia è opportuno effettuare degli esami di controllo per confermare la correttezza della dieta, escludere carenze alimentari e l’assenza di complicazioni. Il calendario prevede controlli tre mesi dopo la diagnosi, un anno dopo la diagnosi e una volta all’anno. Con gli esami vengono rilevati gli anticorpi tTg: quando sono negativi indicano che la dieta è stata seguita correttamente dal paziente.

COME OTTENERE L’ESENZIONE

Il sistema nazionale sanitario prevede particolari forme di tutela per le persone affette da malattia celiaca, come l’esenzione dal pagamento del ticket per gli esami diagnostici. Infatti la celiachia fa parte delle malattie rare, per le quali non è previsto il pagamento delle prestazioni sanitarie necessarie per la diagnosi; tale diritto viene riconosciuto dall’azienda sanitaria locale di residenza dell’assistito.

EROGAZIONE GRATUITA DEGLI ALIMENTI SENZA GLUTINE

Il primo passo per l’erogazione gratuita degli alimenti senza glutine arriva a seguito della diagnosi di celiachia da parte del medico specialista. Il celiaco ha diritto a prodotti dietetici senza glutine indispensabili per la sua dieta e li può ritirare in farmacia, in negozi convenzionati o nei punti vendita della grande distribuzione. In particolare il tetto di spesa mensile per un bambino tra i 6 mesi e l’anno è pari a 45 euro; 62 euro per i bambini fino ai 3 anni e mezzo, 94 euro fino ai 10 anni.

COME FARE A SCUOLA

La legge n. 123 del 4 luglio 2005 <Norme per la protezione dei soggetti malati  di celiachia>, prevede che nelle mense di scuole, ospedali e strutture pubbliche vengano somministrati pasti senza glutine su richiesta degli interessati. Per eventuali dubbi e ulteriori informazioni è possibile consultare il sito del ministero della Salute all’indirizzo www.salute.gov.it oppure il sito dell’Aic, associazione italiana celiachia, all’indirizzo:  www.celiachia.it

 

(pubblicato su BimbiSani & Belli con la consulenza del prof. Riccardo Troncone, ordinario di Pediatria alla facoltà di medicina dell’Università Federico II di Napoli e dell’AIC – associazione italiana celiachia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...