Chi si ricorda l’acetone?

Non è fortunatamente una vera e propria malattia, ma non passa comunque inosservato: l’acetone è un malessere che si presenta con febbre (soprattutto alta) ed episodi di vomito. Tipico dell’età scolare, il disturbo si presenta soprattutto nei bambini piccoli che hanno un metabolismo non ancora perfettamente regolato e scompare nel giro di un paio di giorni seguendo un’alimentazione priva di grassi.

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A differenza di quanto si possa ritenere però l’acetone non è causato da un’abbuffata di dolci o da una dose extra di cioccolato: è piuttosto la conseguenza di un periodo di digiuno più o meno totale, dovuto ad esempio a qualche malattia come febbre alta o un’influenza intestinale un po’ più forte durante la quale il bambino si è rifiutato di mangiare. Anche i bimbi che di norma mangiano poco (in particolare scarse quantità di carboidrati) possono andare più spesso degli altri incontro a crisi acetonomiche, visto che il loro organismo è povero di zuccheri.

COME SI MANIFESTA

Il primo segnale che mette in guardia le mamme resta sempre lo stesso: l’alito che assume un odore di mela guasta. All’alitosi si presentano solitamente vomito, mal di pancia, occhi cerchiati, mal di testa, scarsa vivacità e lingua asciutta e patinata. Sintomi che si accompagnano sempre a febbre piuttosto alta.

Responsabili del malessere (in particolare dell’alito cattivo e del vomito) sono i corpi chetonici, ovvero le sostanze di scarto che l’organismo produce quando, avendo esaurito le sue riserve di zucchero, inizia a bruciare le riserve di grasso per ricavare l’energia necessaria per vivere. I corpi chetonici vengono poi eliminati sia attraverso l’aria che esce dai polmoni sia, soprattutto attraverso la pipì.

QUALI CONTROLLI

Verificare con precisione l’eventuale presenza dell’acetone è possibile attraverso l’utilizzo di stick urinari in vendita in farmacia. Basterà bagnare le strisce con qualche goccia di urina del bambino: cambieranno colore a seconda della presenza o meno dell’acetone.

COME SI CURA

L’acetone si controlla e si cura somministrando al bambino alimenti ricchi di carboidrati complessi come il pane, le patate, la pasta, il riso e i sali minerali (ovvero la frutta e la verdura). Gli alimenti da ridurre al minimo (o meglio sarebbe da eliminare del tutto) sono quelli ad alto contenuto di grassi come il burro, i salumi, il cioccolato, il latte intero e le creme. Nel periodo in cui il bambino soffre di acetone sarebbe bene sostituire il latte con un tè molto zuccherato. Oppure a colazione possono essere dati al bambino succhi di frutta o spremute, purché molto diluite.

L’importante è ricordarsi che il bambino con l’acetone deve bere molto spesso. È infatti necessario reintegrare la scorta di liquidi andata persa durante le crisi di vomito e gli episodi di febbre che hanno preceduto la comparsa del disturbo. La bevanda migliore è l’acqua con l’aggiunta di sali minerali e zuccheri, di cui sono molto ricchi specifici preparati reidratanti reperibili in farmacia. In alternativa può andar bene anche l’acqua con zucchero, oppure una gazzosa (meglio della coca cola che contiene anche la caffeina) .

COME LIMITARE LE CRISI DI VOMITO

Il vomito può causare l’acetone perché può costringere il bimbo ad un digiuno forzato, ma può anche essere conseguenza dell’acetone stesso. Ciò accade quando i corpi chetonici presenti nell’organismo raggiungono livelli molto alti: in questa eventualità, i corpi chetonici vanno ad agire sulla zona del cervello da cui parte lo stimolo a vomitare. Il problema si controlla somministrando al bambino acqua molto zuccherata, che il piccolo dovrà assumere a piccoli sorsi (oppure attraverso un cucchiaino se è piccolo). Lo zucchero semplice ha infatti la proprietà di essere assimilato e utilizzato subito dopo esser stato introdotto. Di conseguenza la sua assunzione blocca la produzione di corpi chetonici dovuta all’utilizzo di grassi.

LA TERAPIA GIUSTA

Di per sé l’acetone non va curato con particolari medicinali, può essere però utile ricorre a farmaci che blocchino il vomito (come il Peridon), e a preparati reidratanti che contengano in particolare le vitamine del gruppo B6. Passata la febbre, e tornato l‘appetito, tutto si risolverà poi nel giro di un paio di giorni.

SITUAZIONI A RISCHIO

Non basta curare l’alimentazione per prevenire gli episodi di acetone. Come abbiamo visto si tratta di un malessere che compare piuttosto come conseguenza di un periodo di digiuno prolungato. Ci sono però altre situazioni da prendere in considerazione e da osservare con attenzione. Anche uno sforzo fisico intenso può ad esempio causare una crisi: quando il bambino esaurisce troppo rapidamente la sua scorta di zuccheri. Molto frequente anche il caso dell’abbuffata (attenzione alle feste) a base di snack, cioccolato, patatine, formaggi grassi e salumi.

(pubblicato su BimbiSani&Belli)

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