Se ha un problema con la pipì

letto

Sono molti i bambini che hanno problemi di incontinenza: hanno difficoltà di controllo della pipì non solo nel momento della nanna ma anche durante il giorno. Così a differenza di quanto si è fatto finora, negli ultimi anni la casistica è stata aggiornata, e nuove linee guida stanno per essere pubblicate per arrivare a una rapida diagnosi del disturbo e ad una cura che ha buone possibilità di riuscita.

Cambia dunque, rispetto ad anche solo 20 anni fa il punto di partenza: dalla notte si passa ad analizzare il giorno. Solo così – dicono gli esperti – si potranno avere risultati duraturi. Sempre rispetto ad un tempo non si pensa più solo ad un problema di origine psicologica: l’incontinenza ha molto più spesso una causa genetica.

QUANDO E’ UN PROBLEMA

Gran parte dei bambini impara a controllare la propria vescica all’età di 2-3 anni (solitamente le femmine lo fanno prima dei maschi). È un processo che richiede tempo ed è caratterizzato da una progressiva riduzione del numero di minzioni durante il giorno e dalla maturazione di una serie di capacità. I meccanismi sono però molto complessi e non ci si deve preoccupare se fino a 5 anni ci sono alti e bassi. Non bisogna avere fretta e rimproverare il bambino se si verificano dei piccoli <incidenti>. A 5-6 anni però è bene occuparsi del problema, anche se appare di entità minore, con un colloquio e con consigli adeguati. Se affrontato tempestivamente il problema dell’incontinenza, con una terapia adeguata (non farmacologica) si risolve nell’80per cento dei casi. Fondamentale però che si analizzi il comportamento del bambino durante il giorno: non basta curare la notte per guarire definitivamente.

QUALI CONTROLLI

Con l’enuresi notturna non c’è alcun dubbio: il letto bagnato mostra in modo evidente il problema. Più complicato invece scoprire le perdite di pipì durante il giorno. Tanto che circa la metà dei casi di incontinenza diurna passa inosservata. La gran parte delle incontinenze (almeno 80 per cento) può essere diagnosticata semplicemente con una storia clinica accurata, aiutata da diari da compilare a casa e, qualora il pediatria lo ritenga opportuno, dalla visita di uno specialista urologo pediatra. La visita servirà ad escludere la presenza di anomalie nell’apparato genitale e quello neurologico (riflessi). Nel diario invece andrà registrato il comportamento del bambino: quante volte fa la pipì durante il giorno, il modo (se va con urgenza o raramente). Non sono invece di norma utilizzate indagini particolari, né radiografie né ecografie o urodinamica con catetere, salvo casi speciali.

I NUMERI

Tra il 5 e il 10 per cento dei bambini in età scolare presenta perdite di urina di giorno o di notte. Rara è l’incontinenza organica, causata da una malformazione congenita delle vie urinarie o del sistema nervoso. Si calcola che 1-2 bambini su 1000 abbiano invece una malformazione. Se l’incontinenza è solo diurna, allora è sintomo di una malattia di tipo urologico.

ATTENZIONE AI SUOI SENTIMENTI

Le perdite d’urina non sono solo un problema igienico: possono creare un malessere, che rende il bambino nervoso e infelice, sentendosi diverso e generando perdita della stima di sé. Il bambino che bagna gli indumenti o il letto si sente diverso o in colpa. Un semplice colloquio sereno può spiegargli quanto il problema sia invece frequente, soprattutto per la enuresi notturna, e quindi tranquillizzarlo. La base del successo nella cura dell’incontinenza nel bambino è renderlo consapevole di cosa gli succede, di fargli desiderare di risolvere il problema e, di conseguenza, di ottenere la sua collaborazione, indispensabile per avere buoni risultati.

TANTI TIPI DI INCONTINENZA

Infezioni Urinarie: una semplice cistite, molto frequente nelle bambine, può provocare saltuari incidenti di incontinenza.

Vescica Iperattiva: può essere presente senza alcun altro problema. Si manifesta con un aumento del numero delle minzioni al giorno, 8 volte o più (nel bambino oltre i 5 anni è normale da 4 a 7 volte), in casi estremi fino a 15-20 volte; fa correre al bagno anche se la vescica non è piena (urgenza) e correndo in bagno può sfuggire la pipì (incontinenza da urgenza); fa prendere posizioni particolari per impedire alle urine di uscire, come accovacciarsi sulle gambe, sedersi sui talloni.

Minzione Disfunzionale: è uno svuotamento vescicale incompleto, con il bambino che va al bagno molto raramente (3 volte o meno al giorno), perché rimanda quando compare lo stimolo. È più frequente nelle bambine, perché dipende da una contrazione dei muscoli del perineo che inizialmente aiuta a rimandare il momento di urinare. I muscoli perineali, abituati a essere contratti spesso e fuori luogo, diventano incapaci di rilasciarsi completamente quando devono e cioè nel momento in cui si fa la pipì. La minzione disfunzionale è sempre associata a stitichezza.

Vescica Ipoattiva (pigra): in casi estremi il serbatoio vescicale perde la sua forza contrattile per cui la pipì viene fatta raramente e con difficoltà.

Enuresi: è una incontinenza che si manifesta di notte e si preferisce chiamarla enuresi notturna. Nel bambino è generalmente dovuta ad alcune malformazioni congenite.

Incontinenza organica: è generalmente dovuta a malformazioni delle vie urinarie  o della colonna vertebrale o del midollo che a loro volta possono associarsi ad altre malformazioni che causano incontinenza fecale.

LA PIPI’ A LETTO

L’enuresi notturna si può verificare per vari motivi. La secrezione dell’ormone antidiuretico può essere ridotta durante la notte e determinare l’ aumento della produzione di urina (poliuria) notturna; i meccanismi di risveglio possono essere meno attivi e pertanto i segnali di vescica piena non sono in grado di attivare i meccanismi del risveglio; la capacità vescicale è minore di quella prevista per l’età oppure si beve poco durante il giorno.

Contrariamente a quanto comunemente ritenuto, l’enuresi notturna è la causa e non la conseguenza dei problemi psicologici per il bambino. È utile quindi chiedere aiuto al pediatra per evitare di ricorrere in infezioni delle vie urinarie e per verificare la probabile presenza del problema anche durante il giorno.

SCHEDA – COME SI FA LA PIPÌ

Tempi: Il bambino deve fare la pipì ogni 3-4 ore.

Modalità: Il bambino deve fare la pipì in tutta tranquillità, in posizione comoda, sfilando completamente mutandine ed indumenti. Dovrà essere ricordato ai bambini di urinare: se maschi in piedi; se femmine sedute, a cosce ben divaricate, poggiando i piedi bene a terra o, nelle più piccole, su un poggia piedi.

In completo “relax”: senza spingere con la pancia e cercando di ottenere un flusso di urine continuo.

(FONTE: FONDAZIONE ITALIANA CONTINENZA)

COME SI CURA

Quasi un terzo delle incontinenze in età pediatrica si cura con una terapia comportamentale: insegnando ai bambini a far bene la pipì. Importante controllare l’assunzione di liquidi: deve essere distribuita lungo tutta la giornata. Allo stesso modo è importante l’alimentazione: spesso all’incontinenza si accompagna un problema di stitichezza. A volte poi può servire una vera e propria riabilitazione: si parla di training vescicale e serve a rieducare la vescica a svuotarsi ad intervalli regolari, ogni 3-4 ore. Possono poi essere utili esercizi semplici di contrazione e rilasciamento dei muscoli del perineo per controllare e svuotare correttamente la vescica.

L’uso dei farmaci è di contro molto limitato e prescritto solo quando le terapie comportamentali e la riabilitazione sono state inefficaci.

Utile poi nel caso dell’enuresi, l’allarme notturno: è un allarme acustico, una specie di orologio collegato al pigiama che suona e sveglia il bambino quando si bagna. Si determina così un ”condizionamento” a svegliarsi quando la vescica è piena.

 (pubblicato su BimbiSani&Belli con la consulenza del prof. Mario De Gennaro responsabile dell’unità operativa di urodinamica pediatrica all’ospedale Bambin Gesù di Roma e presidente del comitato scientifico della Fondazione italiana continenza)

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Silvia ha detto:

    Grazie per l’approfondimento, è sempre utile saperne di più su questo argomento che intimorisce un po’ noi genitori:)
    Io ho due bambini ed entrambi hanno avuto il problema dell’enuresi…anche il loro papà ce l’aveva da piccolo.
    La pediatra mi ha chiarito le idee spiegandomi che è una cosa alle volte legata all’ereditarietà. Cercando in rete ne ho avuto altre conferme, ad esempio qui: https://www.youtube.com/watch?v=DyIqzctVVC0
    Magari può essere di aiuto a qualche altra mamma 🙂

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