Come superare il momento dei capricci

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I capricci non durano per sempre: ecco il finale consolatorio. Lo anticipo anche se è contenuto nelle ultime pagine del libro di Penney Hames perché credo che sia il pensiero più rassicurante, quello che è bene imprimersi in testa prima di fare qualsiasi altra cosa nei confronti dell’atteggiamento dei nostri bambini. In “I bambini non fanno mai i capricci” Penney Hames che è psicologa, aiuta i genitori a scegliere le soluzioni più adatte (per loro e per i piccoli) in questi momenti delicati. Mi è piaciuto il punto di partenza: i capricci sono progressi naturali, frequenti e positivi nella crescita di vostro figlio. Così, se non si possono evitare, di sicuro si possono gestire al meglio. Anche perché accettando le emozioni forti, riconoscendole e affrontandole, i bambini saranno in grado di gestirle anche da adulti.

Qualche appunto vale la pena segnarselo.

  1. I capricci non si possono evitare. I capricci sono una dimostrazione pratica di ciò che il bambino prova in quel momento: caos, confusione e sconforto. I capricci non sono una banale rappresentazione della rabbia, sono una tappa dello sviluppo della consapevolezza di sé.

IL CONSIGLIO: Quando dite no a vostro figlio, o gli chiedete di aspettare, ricordatevi che a 2/3 anni vale solo l’adesso. Per aiutarlo, quando dovete dire no, offrite due alternative: gli daranno la possibilità di fare una scelta attiva. E di essere meno frustrati.

  1. È importante dedicare attenzione ai bambini. Più il bambino riceve attenzione e più capisce se stesso, più si sente felice. Superato l’anno e mezzo di età, gli siete necessari per dare ordine alla sua mente: per usare azioni e parole che danno un senso ai suoi pensieri e ai suoi sentimenti.

DA RICORDARE NEL MOMENTO DI DIFFICOLTA’: I bambini non vogliono essere al centro dell’attenzione, non ne sono capaci. Ma perdono di vista se stessi quando nessuno presta loro attenzione. E più il bambino è piccolo e maggiore è l’attenzione che gli occorre per stare bene.

  1. Spesso ci sono situazioni critiche a scatenare il capriccio: l’arrivo della babysitter, il supermercato, la nascita di un fratellino. Cercate di capire che cosa con esattezza ha provocato il capriccio prima che si instauri uno schema fisso, e provate ad escogitare una soluzione da proporre la volta successiva.

COME CHIUDERE IL DISCORSO: Al termine di una crisi di capricci nulla è più funzionale per vostro figlio di un abbraccio profondamente tenero e amoroso. Secondo i risultati di alcuni studi, se i bambini piccoli vengono abbracciati dopo i capricci, in seguito avranno crisi meno frequenti e di minor durata. Quando stringete il vostro bimbo gli comunicate tre cose importantissime: sono ancora qua; ci tengo a te anche quando sei terribile; quando perdi la testa posso aiutarti.

  1. Oltre a dare amore, porre dei limiti. I limiti sono uno dei bisogni essenziali della vita. Servono a tutti: ci aiutano a sentirci tranquilli e al sicuro. Più siete coerenti, più facile sarà per il vostro bambino imparare che cosa aspettarsi, sia sentirsi sicuro rispetto a quanti gli stanno intorno.

RICORDARE: I sentimenti sono contagiosi (anche quelli negativi).

Infine, non dimenticatevi di chiedere scusa: crea un forte legame tra il bambino e il suo genitore. Quando vi capita di esplodere e arrabbiarvi, dimostrategli che riuscite a riprendervi in fretta, siate indulgenti con voi stessi, chiedetegli scusa e proponetegli qualcosa di piacevole per entrambi, da fare insieme. Quando i nostri figli vedono che anche noi siamo fallibili e che lo ammettiamo, ci vogliono più bene.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Giuliana ha detto:

    L’ha ribloggato su Mamme connessee ha commentato:
    Interessante…

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