Gravidanza, bruciore di stomaco e reflusso

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Tra i disturbi più comuni della gravidanza, in particolare nel primo e nell’ultimo trimestre c’è il bruciore di stomaco. Una donna su quattro ne soffre quotidianamente, mentre la metà delle donne incinta ne soffre saltuariamente. La buona notizia è che si tratta di un disturbo passeggero, destinato a passare definitivamente dopo il parto. Intanto però, anche se particolarmente fastidioso, si può tenere sotto controllo.

COME SI MANIFESTA
Il bruciore di stomaco è una sensazione di bruciore appena dietro lo sterno, accompagnata a volte da rigurgito e da acidità in bocca. Il più delle volte fa la sua comparsa nel momento in cui ci si sdraia, oppure quando si tossisce, durante uno sforzo. È il sintomo più tipico del reflusso. A volte può presentarsi anche un episodio di rigurgito: è la risalita di materiale acido proveniente dallo stomaco. Arriva fino in gola e lascia dietro di sé una sensazione di bruciore e di acidità. Come difesa contro la risalita di acido può manifestarsi anche l’ipersalivazione: la saliva infatti contiene bicarbonato, una sostanza che neutralizza l’acido. A seconda dell’infiammazione dell’esofago può anche presentarsi la disfagia: la difficoltà a deglutire e ingoiare cibi.
CHE COS’E’ IL REFLUSSO
Il reflusso è una condizione che riguarda l’esofago. Si distingue dal vomito perché è un riflesso involontario e passivo, mentre il vomito è sotto il controllo del sistema nervoso ed è un processo attivo. Può essere un fenomeno sporadico: si presenta ad esempio se si è mangiato troppo o se ci si è coricati subito dopo aver mangiato.
PERCHE’ ACCADE
All’inizio della gravidanza la valvola muscolare che controlla l’ingresso dello stomaco (cardias) si rilassa per azione del progesterone. Questo rilassamento fa si che la valvola abbia una tenuta ridotta: basta che si apra per pochi istanti per far risalire il contenuto dello stomaco nell’esofago. Una risalita che provoca sensazioni di bruciore.
Col procedere della gravidanza, in particolare nell’ultimo trimestre, può esserci un’”aggravante in più”. L’utero si ingrossa, preme contro lo stomaco e lo spinge in alto. La valvola tiene meno: e il contenuto acido dello stomaco arriva nell’esofago e l’infiamma causando dolore, irritazione e bruciore. Anche la secrezione gastrica, dal secondo trimestre, si riduce: il cibo rimane così nello stomaco più a lungo.
Dopo il parto il reflusso passa: cessa la produzione di progesterone da parte della placenta e viene risolta anche la causa meccanica (ovvero l’ingrossamento dell’utero).
COSA SI PUO’ FARE
La cura del reflusso non è immediata, ma graduale. Dalla gravità dei sintomi dipende la scelta di un rimedio piuttosto che un altro. Le mamme in attesa vengono di solito curate attraverso un cambiamento delle loro abitudini e stile di vita. Evitando in primo luogo le situazioni che causano il reflusso, e poi curando particolarmente l’alimentazione. Il primo consiglio è fare pasti leggeri in modo da non sovraccaricare lo stomaco. Anche le abitudini a letto vanno modificate: intanto è bene aspettare che passino almeno tre ore dopo il pasto. Meglio poi dormire sostenute da più cuscini (sia testa che tronco): il trucco è metterli addirittura sotto il materasso, così non si sposteranno durante la notte. Prima di dormire può essere di sollievo bere un bicchiere di latte:neutralizzerà l’acidità di stomaco. Scegliere infine come appoggio il fianco sinistro: il migliore. Tra i rimedi naturali ci sono poi i semi di lino (fare un decotto mattino e sera o al bisogno) e lo zenzero (sia fresco che secco, dopo i pasti).
QUALE CONSIGLIO ALIMENTARE
Seguire un corretto stile alimentare è il primo compito che si trova ad affrontare una donna fin dai primi mesi di gravidanza. I consigli da seguire sono in condizioni normali sempre gli stessi e possono essere seguiti anche nel caso in cui si soffra di reflusso. In particolare sono da privilegiare i cibi ricchi di fibre e proteine. Da evitare invece i cibi che causano il reflusso: i cibi grassi in primo luogo, ma anche quelli fritti e piccanti. Da evitare i condimenti e le salse. Anche il cioccolato, la menta, l’aglio, la cipolla. Alimenti speziati o acidi come i pomodori, le arance e i succhi di limone.
L’apporto di liquidi è molto importante. Meglio però evitare bevande gassate. Meglio allora bere molta acqua naturale, ma anche frullati, centrifugati, zuppe e brodi.
Tra le verdure preferire insalata, finocchio, cavolfiore, fagiolini, broccoli, asparagi, piselli, patate, sedano e prezzemolo. Tra la frutta scegliere banane, melone e mele.
Nello specifico, incrementare l’assunzione di vitamina B1 e B2 può essere utile per tenere sotto controllo l’acidità. Alcuni alimenti ne sono particolarmente ricchi: lievito di birra, uova, ananas fresco, nocciole e grano saraceno.
RISCHI PER IL BAMBINO?
No. Il bambino non corre alcun pericolo. Il reflusso è una difficoltà che ha la mamma a causa delle modificazioni che intervengono con la gravidanza. Il fastidio soprattutto nel terzo trimestre impone posture specifiche: spesso la futura mamma non riesce a stare sdraiata e sceglie una posizione inclinata (meglio: così diminuisce la quantità di succhi gastrici che arriva all’esofago). L’unico rischio è che la mamma riposi poco, che fatichi a dormire.
POSSO PRENDERE I FARMACI?
Il medico potrà prescrivere degli antiacidi, ma solo nelle ultime fasi di gravidanza perché ci sono alcuni antiacidi che hanno controindicazioni specifiche per il primo trimestre di gravidanza. In generale l’uso di farmaci in gravidanza è sconsigliato perché possono avere effetti dannosi per lo sviluppo del bambino. Per questo, prima di prendere qualsiasi sciroppo o pastiglia è meglio sentire il parere del ginecologo anche quando il farmaco non richiede alcuna prescrizione medica.
LE REGOLE ANTIREFLUSSO IN GRAVIDANZA
Smettere di fumare: il fumo è dannoso per lo sviluppo del bambino e in più aggrava il reflusso
Limitare il consumo di alcol, bevande gassate e caffeina
Evitare i cibi piccanti, speziati e acidi. E anche quelli ricchi di zucchero (caramelle).
Evitare i pasti abbondanti: mangiare spesso e poco. In questo modo la produzione di succhi gastrici è diluita nel tempo
Evitare di coricarsi subito dopo aver mangiato
Alzare la testiera del letto di circa 15-20 centimetri
Vestirsi comode: evitare indumenti che stringono troppo in vita
Mantenere sotto controllo il peso: ingrassare troppo non conviene in generale. In particolare il sovrappeso è un fattore di rischio per il reflusso.
Preferire gli alimenti ricchi di calcio: il latte è un alimento sano e nutriente che allevia la sensazione di bruciore causata dal reflusso
Fare un po’ di esercizio fisico: aiuta a mantenersi in forma. Riduce i grassi. Aiuta la digestione e scarica la tensione nervosa.

Pubblicato su BimbiSani e Belli con la consulenza di Mario Meroni direttore Ostetricia e Ginecologia ospedale Niguarda Ca’ Granda (Milano)

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