Quando fa male il pancino

Torna il freddo, lo sbalzo di temperatura tra casa e scuola e puntuale torna il mal di pancia (o peggio l’influenza intestinale). Intanto mettiamo subito in chiaro una cosa: la diarrea – come il raffreddore – è un vero e proprio meccanismo di difesa di  cui l’organismo si serve per espellere all’esterno i microrganismi che lo hanno aggredito. In generale le infezioni che causano la diarrea sono altamente contagiose: questo spiega l’alta diffusione del problema soprattutto nelle fasce d’età più basse. Tutto ciò con cui entrano i contatto i germi infetti può essere contaminato: i giocattoli, le superfici su cui si appoggiano i vestiti sporchi, le superfici dei bagni, e persino le mani di chi prepara i pasti. Basta che il bambino si metta le mani in bocca dopo aver toccato un oggetto contaminato e tutto ha inizio. Anche la durata del contagio non è d’aiuto: nella maggior parte dei casi non scompare finché c’è almeno una persona malata. Se in termini di prevenzione è impossibile agire, molto invece si può fare per ridurre i rischi: reidratare il bambino è fondamentale e altrettanto importante curare l’igiene in casa (tenere puliti i giocattoli e lavarsi frequentemente le mani).

Un sintomo, tante cause

Una causa frequente della diarrea è la gastroenterite virale (spesso definita influenza intestinale), che può anche causare nausea e vomito. La gastroenterite virale può essere provocata da molti virus diversi che possono essere trasmessi in casa, a scuola, o in ospedale perché la malattia è altamente contagiosa.

La causa più frequente. L’infezione da rotavirus è una causa frequente della gastroenterite virale nei bambini. Il rotavirus solitamente causa “epidemie” di diarrea in inverno e nei primi mesi di primavera, soprattutto negli asili e negli ospedali infantili. Un altro gruppo di virus che può causare la diarrea nei bambini, soprattutto nei mesi estivi, è quello degli enterovirus, in particolare il coxsackievirus. Le malattie gastrointestinali e la diarrea possono essere causate da molti tipi diversi di batteri e parassiti. Ecco un breve elenco di quelli più comuni.

  1. coli. La maggior parte delle infezioni si diffonde attraverso gli alimenti o l’acqua contaminati, come ad esempio gli hamburger crudi o la frutta non lavata. Le infezioni possono anche diffondersi tramite l’acqua contaminata delle piscine e il contatto con gli animali.

Salmonella. Nei paesi industrializzati questi batteri (che si trovano per esempio nel pollo e nelle uova contaminati, sia crudi che poco cotti) sono una grave causa di intossicazione alimentare, soprattutto nei mesi estivi.

Campylobacter. I bambini e le persone giovani sono le categorie colpite più di frequente da queste infezioni, soprattutto durante l’estate. I batteri spesso si trovano nel pollo crudo e poco cotto.

Shigella. Le infezioni si diffondono con facilità nell’ambito famigliare, negli ospedali e nelle scuole dell’infanzia. I bambini dai 2 ai 4 anni hanno le maggiori probabilità di essere colpiti dall’infezione.

Giardia. L’infezione si diffonde facilmente attraverso gli ambienti e l’acqua contaminata, specialmente nei parchi acquatici e nelle piscine (i batteri sono resistenti al cloro), attraverso le installazioni negli acquari pubblici, nei musei e pure tramite i ruscelli e laghi contaminati.

Cryptosporidum. Presente soprattutto nell’acqua, sia essa potabile o meno, questo parassita spesso è il responsabile delle epidemie di diarrea nelle scuole e negli altri luoghi pubblici. La cryptosporidiosi spesso causa scariche di diarrea acquosa che possono durare per due settimane o anche di più.

SCHEDA – ACUTA O CRONICA?

La diarrea <acuta> viene principalmente provocata da infezioni intestinali che possono essere virali (ad esempio il Rotavirus) o batteriche (ad esempio la Salmonella) oppure all’assunzione di antibiotici soprattutto se per lungo tempo.

La diarrea <cronica> può essere causata da allergie alimentari e si presenta come una diarrea intermittente nella quale di alternano scariche poco formate, contenenti residui di particelli alimentari, a scariche liquide.

Come intervenire

La diarrea di lieve intensità di solito non deve destare preoccupazione, finché il bambino si comporta normalmente e mangia e beve abbastanza: di solito passa entro pochi giorni e il bambino si riprende completamente stando tranquillo a casa, riposandosi e assumendo una gran quantità di liquidi.

Un bambino che presenta una diarrea lieve, non è disidratato e non vomita può continuare a mangiare e bere i soliti alimenti e bevande, incluso il latte materno o quello formulato per neonati. I farmaci antibiotici o antivirali non sono prescritti nei casi di diarrea causati da batteri e virus, perché la maggior parte dei bambini guarisce spontaneamente. Gli antibiotici vengono prescritti ai bambini molto piccoli oppure ai bambini con un sistema immunitario debole per evitare che le infezioni batteriche (come la salmonellosi) si diffondano nel loro corpo. Se la malattia è causata da un parassita può essere trattata con farmaci antiparassitari per curarne o abbreviarne il decorso.

L’importante è reidratare

La disidratazione è l’unico vero pericolo che può essere legato alla gastroenterite. Il rischio aumenta se alla diarrea si associano vomito e febbre. In questo caso infatti l’organismo subisce una significativa perdita di acqua e di Sali minerali, entrambi fondamentali per le funzioni vitali. Particolarmente esposti alla disidratazione sono i piccolissimi. Nei primi tre mesi di vita l’organismo deve contare su una quantità maggiore di liquidi e sali rispetto a quella necessaria in età adulta. Una perdita consistente di sali e acqua può determinare una brusca diminuzione della pressione sanguigna e aprire la strada allo stato di shock.

La disidratazione per fortuna però non è un evento improvviso. Si annuncia con sintomi ben precisi che consentono di correre ai ripari in tempo. Le manifestazioni a cui è fondamentale dare la massima importanza sono la perdita di peso superiore al 5-10 per cento del peso corporeo; l’emissione di scarsa quantità di urina (il pannolino resta asciutto per più ore); la secchezza delle labbra,; l’assenza di salivazione; comparsa di aloni attorno agli occhi e uno stato di abbattimento generale. Nel caso di comparsa di anche uno solo di questi sintomi è bene rivolgersi subito al pediatra.

SCHEDA – Come reidratare il bambino

La bevanda migliore per ripristinare l’equilibrio idrosalino è rappresentato dall’acqua in cui è stato sciolto un preparato di soluzione reidratante in bustina. Se il bambino vomita la soluzione va somministrata con un cucchiaino. Questa modalità di assunzione consente ai liquidi assunti di trattenersi nello stomaco.

SCHEDA – RICONOSCERE I SINTOMI

I sintomi di solito iniziano con dolore addominale e crampi, seguito da diarrea che di solito non dura più di alcuni giorni. Le infezioni provocate da molti dei virus, batteri e parassiti che causano la diarrea possono manifestarsi anche con altri sintomi tra cui febbre, perdita dell’appetito, nausea, vomito, perdita di peso, disidratazione. Spesso, nel caso della gastroenterite virale, i bambini presentano febbre e vomito come primi sintomi, e solo in un secondo momento la diarrea.

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SCHEDA PRATICA – Come fare se

  • Se il bambino è allattato: In caso di bambini allattati al seno,  l’allattamento va proseguito senza mai sospenderlo. Se si utilizza un latte artificiale chiedere al pediatra se è utile sostituirlo con una formulazione specifica per la diarrea.
  • Se è in pieno svezzamento: vanno bene crema di riso e riso, patate, carote; si potrà usare olio, formaggio parmigiano reggiano, senza escludere la carne (da preferire quella bianca). Nei bimbi più piccoli, se accettati volentieri, si potranno usare come sostituti del latte vaccino alcuni tipi di latte speciali (ad esempio senza lattosio o arricchito di probiotici) . La dieta dovrà rientrare nella normalità entro 72 ore.
  • Se è più grande e chiede bevande zuccherate: mantieni idratato il bambino, facendogli bere, un po’ alla volta, acqua, spremute di frutta o tè. Evita bevande troppo dolci come la Cola, succhi di frutta zuccherati e bevande per atleti, perchè a causa degli alti contenuti di zuccheri richiamano liquidi nell’intestino peggiorando la diarrea

Quando chiamare il pediatra

  • Quando il bambino ha meno di 3 mesi
  • Quando le scariche sono numerose (più di 8-10 in circa 10 ore)
  • Alla diarrea si associa il vomito
  • Non fa la pipì da oltre 8 ore
  • Sono presenti forti dolori addominali
  • Il bambino è poco reattivo, apatico
  • E’ presente sangue nelle feci
  • Quando la diarrea persiste per 2 o 3 settimane e si accompagna ad un calo di peso ponderale

(pubblicato su BimbiSani e Belli con la consulenza di Paolo Lionetti Responsabile servizio di Gastroenterologia Pediatrica, centro di riferimento regionale, Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer di Firenze).

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