Nel centro di ricerca Nestlè

Ogni giorno in tutto il mondo si vendono un miliardo di prodotti Nestlè. Un miliardo in tutto il mondo, Africa compresa, dove per lo più viaggiano su carretti di legno ben impacchettati in cubetti: sono monoporzioni di dado studiati apposta per sopperire al fabbisogno di iodio della popolazione. Cosa che sicuramente non può essere venduta in America, dove il problema è esattamente l’opposto.

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È solo una delle tante cose che ho visto e imparato in una recente visita al Nestlè Research center di Losanna. Qui si studia il prodotto prima ancora di metterlo in vendita, si guardano consistenze, studiano i sapori e soprattutto si cerca di fare prevenzione. In che modo? Nei laboratori, nel centro di ricerca stesso. Sapete quanti centri di ricerca ha la Nestlè ? Ventinove: a Vers-chez-le-Blanc, vicino a Losanna, il centro di riferimento. In Svizzera, è dal 1987 che un team multidisciplinare di scienziati specializzati in diverse discipline  – tra cui medicina, nutrizione umana, fisiologia, statistica, bioinformatica, immunologia, biochimica, ingegneria, chimica, microbiologia e fisica – lavora. Il Centro conta attualmente circa 700 dipendenti e 350 scienziati di 50 diverse nazionalità. Annualmente i suoi laboratori danno alla luce più di 80 brevetti ed oltre 200 pubblicazioni e 300 contratti scientifici esterni.

“Good food and good life” è la filosofia Nestlè, così Alexandre Voirin, vice direttore del centro di ricerca ha detto che “una alimentazione sana è il punto di partenza, e che deve essere seguita fin da subito. Perché come dicono i ricercatori Nestlè i primi 100 giorni sono fondamentali”. E attenzione perché i 100 giorni iniziano subito, dai giorni della gravidanza.

Irma Silvia Zolezzi, ricercatrice Nestlè è entrata nel dettaglio e in particolare ha messo in evidenza una problematica ancora poco conosciuta e che riguarda le donne in attesa. “Un terzo delle donne incinta – ha detto – presenta un’insufficienza di vitamina D. Ed è un’insufficienza di che si traduce in un sovrappeso nei bambini all’età di sei anni”. Nel kids program l’obiettivo è potenziare l’aspetto della prevenzione (come in altri campi di ricerca, vedi quello dedicato agli over 60). Così, proviamo a chiederci: quale legame c’è tra un buon peso alla nascita e la possibilità di soffrire di disturbi cronici da adulti? E poi promuovendo un assunzione di verdure varia e prolungata (6/7 volte per ogni tipo) già ai 7 mesi di età del piccolo che possibilità abbiamo che l’apprezzi poi di più a tre/quattro anni?

Cose così che in fondo non ti aspetti come prima cosa da un colosso dolciario. Come non ti aspetti che ci siano prodotti totalmente innovativi e in grado di semplificare non di poco la vita delle neomamme. Ma che proprio dalle mamme (da alcune) sia stato bloccato.

Ecco un esempio.

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Cosa sembra? Lo è: un distributore di latte artificiale. Una macchinetta del caffè che riempie il biberon dei bimbi di latte in cialda: tutto alla giusta temperatura e in un attimo. In Italia non è in vendita. C’è in Francia e in Svizzera. Qui si teme che possa disincentivare l’allattamento al seno. (no comment). Ci saranno altre occasioni per parlare di Nestlè: qui intanto trovate qualche consiglio per l’alimentazione dei più piccoli.

Qui qualche scatto dalla sede svizzera.

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Qui qualche prodotto che mi è piaciuto

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Chiudo con qualche numero

Il Gruppo Nestlé è presente in Italia dal 1875, quando è stata depositata a Milano l’etichetta “Farina Lattea Nestlé, alimento completo per i bambini lattanti”. Nestlé Italiana, Nestlé Purina Petcare, Sanpellegrino e Nespresso sono oggi le principali realtà che operano sul nostro territorio: assieme impiegano circa 5.400 dipendenti in 18 stabilimenti (oltre alla sede centrale di Milano), raggiungendo un fatturato totale di 2,2 miliardi di euro.
Il Gruppo Nestlé è leader a livello mondiale in Nutrizione, Salute e Benessere, con 468 unità produttive distribuite in 86 Paesi, circa 339.000 collaboratori e una vendita quotidiana di oltre 1 miliardo di prodotti, frutto della tradizione e della più avanzata ricerca nutrizionale al mondo. Le dimensioni e la responsabilità di mercati così ampi e diversi fra loro si traducono nell’impegno a sviluppare e garantire un corretto approccio alla nutrizione ed ad un corretto stile di vita, che non può prescindere da un’equilibrata alimentazione ed idratazione.

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