Otto settimane alla felicità

Otto settimane, 56 giorni alla felicità. È quanto promette il Metodo Mindfulness ed evidentemente mantiene: è clinicamente provato infatti che la terapia cognitiva basata su questo metodo dimezza il rischio di depressione in chi ne ha sofferto nelle forme più gravi. Mark Williams è pioniere in questo tipo di ricerca e per più di 30 anni con l’Università di Oxford e altri istituti accademici in tutto il mondo ha studiato ansia, stress e depressione. Intanto, per capirci. Il metodo Mindfulness altro non è che la pratica della consapevolezza: piccole azioni quotidiane e brevi meditazioni giornaliere che spingono a rompere alcune abitudini di pensiero e di comportamento che ti impediscono di vivere la vita in tutta la sua interezza. Piccole pratiche quotidiane: cinque minuti al giorno solo per te stesso, facendo conto ad esempio di essere un assaggiatore di cioccolato o anche solo di uvetta: cinque minuti per concentrarsi ed essere consapevole del momento che stai vivendo. Per reimparare a portare attenzione alle attività quotidiane, in modo da cogliere la vita così com’è, nel suo dispiegarsi attimo dopo attimo.  E poi meditazione. Jon Kabat Zinn  – che ha studiato questa pratica (che risale all’insegnamento del Buddha) e l’ha portata in un contesto laico e terapeutico – dice: “è l’occasione della vita, l’opportunità di rivendicare la propria esistenza, di farci amicizia e di viverla più pienamente attimo dopo attimo”. Mark Williams con Danny Penman in “Il Metodo Mindfulness, 56 giorni alla felicità” (Mondadori ) spiega il meccanismo inconscio per cui è difficilissimo fermare i pensieri autoaggressivi: “sentirsi un po’ giù ogni tanto è normale ma a volte la tristezza può finire per innescare una cascata di ricordi spiacevoli, emozioni negative e giudizi severi”. Così se questo innesco di ricordi infelici, pensieri autocritici e modalità giudicanti non si può fermare, si può fermare, di contro, quello che succede dopo. Si può fermare quindi la cascata di emozioni distruttive. Perché quando si comincia a sentirsi un po’ tristi, ansiosi o irritati, a fare danno non è l’umore in sé ma il modo in cui si reagisce. Con la meditazione e la pratica del metodo Mindfulness, si impara a riconoscere i ricordi e i pensieri dannosi nel momento in cui insorgono, ci si abitua a osservarli quando emergono, a lasciarli lì per un po’ e poi semplicemente guardarli mentre evaporano davanti agli occhi. Facile intuire gli effetti e l’influenza potente sulla salute, sul benessere e sulla felicità delle persone. Vale la pena, prima di vedere in dettagli il metodo, sfatare alcuni miti. La meditazione non è una religione, è un metodo di allenamento mentale che si può fare ovunque (non è necessario sedersi a gambe incrociate sul pavimento) e che non ti porterà con l’inganno ad adottare una visione ciecamente ottimista. Solo aiuterà ad affrontare meglio le difficoltà, migliorando la qualità della vita, delle relazioni con gli altri e con il mondo circostante.

Queste, ridotte all’osso, sono le 8 settimane del programma consapevolezza. E non temete: la vita quotidiana, anche se frenetica, offre infinite opportunità per fermarsi, concentrarsi, ricordarsi di essere pienamente svegli e presenti a ciò che sta accadendo proprio in questo momento.

1

Accorgersi del pilota automatico. Il primo passo per imparare a gestirsi più abilmente la vita è uscire dai circoli viziosi. Occorre allenarsi a notare il momento in cui il pilota automatico sta prendendo il comando, in modo da scegliere su cosa si vuole che la mente si focalizzi. Invece di spegnere la mente vedi se riesci a riconoscere che cosa vi succede dentro.

2

Tenere a mente il corpo. Per innalzare la sensibilità reattiva della mente bisogna imparare a prestare attenzione consapevole al corpo. Il Body Scan è il metodo giusto: si sposta l’attenzione in giro per il corpo, portando alla ribalta per un po’ di tempo ogni zona sotto il riflettore di una consapevolezza non giudicante

3

Il topolino nel labirinto. È la meditazione di emergenza che ti permette di vedere con chiarezza quello che succede, attimo per attimo quando ti senti sotto pressione. Si chiama meditazione dei tre minuti di pausa respiro, una mini meditazione, veloce da eseguire.

4

La fabbrica delle dicerie. Il continuo commento che fa la nostra mente sul mondo è come un pettegolezzo. Purtroppo la mente, una volta che ha cominciato a costruirsi un modello del mondo, trova difficilissimo scoprire la differenza tra fatti e invenzioni. Pensieri che ci sembrano la verità assoluta su di noi e il mondo. La via d’uscita è la meditazione sui suoni e pensieri, per ancorare e stabilizzare la consapevolezza al momento presente.

5

Rivolgere attenzione alle difficoltà. Lavora con il corpo: è più abile nelle situazioni di difficoltà. Concentrandoti sul corpo metti un po’ di spazio fra te e il problema. Imparerai che ogni cosa cambia, perfino le situazioni peggiori che hai immaginato nei momenti più bui.

6

Intrappolati nel passato o vivi nel presente? Alcuni stati mentali ci possono intrappolare. Se in passato abbiamo vissuto un evento traumatizzante è facile che la nostra memoria sia “iper-generalizzante”. Si tratta di una difficoltà, da parte della memoria, di ripescare un singolo evento specifico a favore di un insieme sommario di eventi. È la tendenza a rimuginare, la sensazione che le cose siano irreversibili. La terapia procede con la Meditazione di Amichevolezza: riporta nella tua vita la gentilezza, verso gli altri e verso te stesso.

7

Quando hai smesso di danzare? Comprendere quanta parte della propria vita sia dedicata ad attività svuotanti è già qualcosa, ma è importante anche fare qualcosa per ridurre il tempo che si dedica loro o per consacrare qualche sforzo in più per i passatempi nutrienti. Azioni piccolissime possono modificare radicalmente in meglio la tua relazione con il mondo.

8

La tua vita selvaggia e preziosa. Adesso è l’unico momento che avete per davvero. Consapevolezza significa riappacificarsi con questo fatto: significa prendere piena coscienza della vita che avete già, invece di quella che vorreste avere. Scegli il tipo di meditazione da mantenere costante nella tua vita: pratica come se ne andasse della tua vita. È così sotto molti aspetti. Sarai in grado di vivere la vita che hai e di viverla dandole l’importanza reale che ha.

* articolo pubblicato su Huffington Post

* photo da Pinterest

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