Sai riconoscere il pesce giusto?

Per Huffington Post ho letto un libro molto interessante. Ne ho parlato sul sito in prossimità della vigilia di Natale, ma sarebbe bene non dargli un limite temporale. Così lo ripropongo qui, perché penso non sia mai tardi per iniziare con un buon proposito. Si può scegliere ad esempio un venerdì qualunque.

È il piatto della vigilia. Ma spesso è anche quello che – a insaputa di tanti – poco rispetta l’ambiente. Anche il pesce può, o meglio deve, essere giusto, sostenibile. Così i gamberetti, il salmone o il tonno che spesso arrivano in tavola per far bella figura nei pasti importanti sarebbe meglio evitarli. Il pesce che consumiamo abitualmente infatti rischia di sparire: secondo gli esperti, l’80 per cento degli stock ittici è ormai al limite della sostenibilità. E oltre tutto, altro dato eclatante, solo il 10 per cento dei pesci commestibili presenti nei nostri mai viene messo in commercio. Meglio allora puntare su persico, cefalo, pagello e fragolino: le alternative non mancano. E i risultati possono essere sorprendenti.

In “Il pesce giusto” (Terre di Mezzo Editore) Giorgio Cabella (chef esperto di alimentazione sostenibile) e Enrico Biolchini (biologo marino, responsabile per l’Italia della campagna europea Mr. Goodfish) presentano dati e danno consigli pratici su come trovare controfigure alle specie più diffuse e a rischio. Intanto basta iniziare bene: “Se ci limitiamo ai mari italiani – spiegano – la situazione attuale delle specie che troviamo è quasi del tutto omogenea in ogni zona. Questo è uno dei motivi per cui è consigliabile acquistare pesce proveniente dai nostri mari piuttosto che importato dagli oceani”.

Poi per fare una scelta sostenibile è meglio un pesce selvatico (ma attenzione al metodo di cattura) che ha un minor impatto sull’ambiente di un pesce proveniente da allevamento. In linea generale il pesce catturato dalla piccola pesca sportiva o artigianale sono sempre più sostenibili a livello ambientale e di qualità migliore rispetto a quelli allevati. E poi non bisogna dimenticare che come la frutta e la verdura anche i pesci hanno la loro stagionalità. Qui via libera anche al pesce chilometro zero:quello siglato Fao 37 per essere sicuri che la zona di provenienza sia il Mediterraneo. E a specie anche poco conosciute come l’alalunga, la lampuga, il moscardino o lo sgombro. Prodotti che possono benissimo essere portati in tavola in occasione delle feste natalizie.

Ho scelto 5 ricette, molto invitanti (e anche facili da realizzare) a base di pesce sostenibile, le trovate qui.

*L’articolo è stato pubblicato in origine su Huffinton Post. Le bellissime foto dell’articolo sono di Giorgio Cabella

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