Mindfullness per bambini

Per Vanity Fair ho letto un libro che mi è piaciuto molto. Si chiama “Giochiamo a rilassarci” ed è da poco in tutte le librerie. Nell’articolo (qui) ho messo insieme un po’ di consigli pratici per iniziare nel modo corretto un percorso che non solo può essere utile per i bambini ma anche ai genitori.

Ci sono immagini e spunti per riflessioni  molto interessanti. Prima di riportarvi l’articolo di cui vi ho parlato vorrei aggiungere qui qualcosa in più.

La meditazione non è qualcosa che magicamente non fa accadere eventi brutti o ci preserva dal dolore, ma offre la chiave per impedire che tali eventi ci sommergano, si impadroniscano della nostra vita privandoci della possibilità di essere felice. per liberarsi della schiavitù della “mente nemica” cerchiamo ogni giorno di ritagliarci mezz’ora di quiete per avere una visione d’insieme e da questa posizione decidere.

Il libro l’ho riassunto così.

Un angolo di pace, uno spazio in cui rifugiarsi quando intorno a noi sentiamo che c’è qualcosa che non va, che ci dà fastidio, o che ci fa paura. Tutti vorremmo avere a disposizione un posto così. Di sicuro lo vorremmo per i nostri figli, quando si trovano ad affrontare una situazione di ansia o di emozioni difficili da gestire. Questo posto in realtà c’è, e non è così difficile da raggiungere. Si chiama “Il mio angolo di pace” ed è una delle tante tecniche di meditazione che si possono insegnare ai bambini. Bastano pochi minuti al giorno, con regolarità ma senza forzature, per vedere i primi miglioramenti. “Ai piccoli meditanti – spiegano Maria Panatero e Tea Pecunia, autrici di “Giochiamo a rilassarci” (Urra Feltrinelli)  in uscita il 28 gennaio -, diciamo che i pensieri sono come folletti, che sbucano di continuo e all’improvviso, qui e là, fanno capolino e si nascondono, per chiamare poi i loro amici, darsi la mano, formare una lunga catena e fare infine il girotondo. Ma il più delle volte, al centro del girotondo restiamo intrappolati noi, e i folletti ci si stringono intorno e un po’ ci fanno girare la testa. Noi non possiamo impedire che i folletti sbuchino e ci si parino davanti, ma possiamo non prestare loro troppa attenzione: possiamo osservarli, e lasciarli andare così come sono apparsi, senza consegnare loro le chiavi della nostra mente”. Esercitandosi a entrare in se stessi, i bambini impareranno a fermarsi, ad ascoltarsi, a riprendere il loro respiro e a sentire ciò di cui hanno bisogno: una pausa che offrirà loro una diversa prospettiva sulla situazione che stanno vivendo. Per impedire che gli eventi prendano il sopravvento. Meditare fa bene anche ai più piccoli anche perché libera la loro creatività: accedere a livelli mentali profondi fa affiorare idee originali, perché la creatività è proprio qui che risiede. Basterà stuzzicarli con un gioco, quello della consapevolezza: notare i particolari di un ambiente, quelli visivi, olfattivi e uditivi. I bambini si accorgeranno presto che sviluppando la concentrazione saranno più efficienti nelle loro attività scolastiche, e pure in quelle sportive.

Un paio di idee per iniziare. Intanto non ponetevi obiettivi troppo alti: non fissatevi di iniziare con una meditazione di dieci minuti con bambini di sei/sette anni. E le prime volte non aspettatevi che meditino immobili come statue. Insegnare a focalizzare l’attenzione sul respiro è il miglior punto di partenza per imparare l’ABC della meditazione.

Meditazione dell’omino di latte (per addormentarsi). Una sorta di scansione corporale per prendere consapevolezza di ogni parte del corpo, rilassarla e mantenere l’attenzione focalizzata su ogni singola area, fino a percepire l’unità dell’organismo. Essendo perfetta anche per conciliare il sonno che tarda ad arrivare, si può fare pure stesi a letto, supini, la sera. Dura 4-5 minuti. Spiegate che “chiuderemo gli occhi e immagineremo di essere come vuoti, trasparenti e ci riempiremo di latte, fino a diventare dei piccoli omini di latte”. È una meditazione guidata: la mamma dai piedini fin su alla testa nominerà le parti del corpo del bambino che cominciano a riempirsi di latte.

Meditazione “Il mio angolo di pace”. Si visualizza un luogo, un punto, nella propria interiorità in cui esistono pace e sicurezza, un luogo segreto in cui semplicemente si è. Durata circa 5 minuti. Invitate i bimbi a sedersi, in posizione. Spiegate che “chiuderemo gli occhi e immagineremo di andare in un luogo meraviglioso; lo vedremo con gli occhi dell’immaginazione, in silenzio e solo dopo, quando avremo finito l’esercizio ne parleremo o lo disegneremo”.

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*foto da Pinterest

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