Masterchef, finale col botto

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Nella finale più attesa e più “guastata” della storia dei reality alla fine non ci sono scossoni: vince Stefano, e va bene così. Almeno per lui, 42 anni e una vita nuova tutta da cominciare. Che a ben vedere è l’unica cosa che non ti aspetti. Aveva provato tre volte ad entrare nella cucina degli chef e per tre volte era tornato a casa con i suoi piatti. Ieri invece, il suo risotto – il piatto con cui si è fatto conoscere – ha mandato tutti in paradiso. Nonostante lo spoiler di Striscia è stato un trionfo. L’ultima puntata è stata la più avvincente delle ultime tre serie. Piatti da cucina stellata, idee spinte, nessuna paura di sbagliare.

Dalla mozzarella di bufala in avanti: l’hanno sciolta, riempita e annerita per arrivare al duello finale sotto lo sguardo di una delle chef più conosciute in Italia, Rosanna Marziale. E da lei i primi consigli per la volata al titolo.

  1. La palla di mozzarella è farcita, rinchiusa, impanata e fritta. La mozzarella mantiene il latticello. Si scioglie al microonde la mozzarella ma solo un pochetto per inserire i tagliolini al basilico.
  2. La pizza al contrario: è tutta mozzarella condita con pomodoro di san Marzano, basilico e pane croccante. Prima di condirla va bruciacchiata con il cannello
  3. Zuppa di cozze nel latte di mozzarella nera: frullare mozzarella, trattenere il latte per aprire le cozze. Il tutto colorato con il nero di seppia.

I piatti vanno esattamente replicati: Nicolò sceglie per se la pizza rovesciata, per Amelia la mozzarella farcita e per Stefano la zuppa di cozze.

  1. Nella mozzarella farcita la panatura è pane bianco tostato al forno, frullato e passato semi fino. La salsa di piselli: cuocere i piselli, frullarli. Fare un soffritto di scalogno leggero e unire il tutto. Poi frullare di nuovo e passare in un passino fine. Il ripieno: tagliolini con crema di basilico: olio, sale, pepe, parmigiano reggiano. La pasta è all’uovo.
  2. Come estrarre il latte di mozzarella? Con un microonde. La mozzarella va sciolta per ricavare il latte. Il nero è nero di seppia. Nel latte di mozzarella e nero di cozze deve comunque esserci l’acqua di cottura delle cozze per finire la zuppa.

Unico obiettivo centrare la finale. Il peggiore abbandona la cucina a un passo dalla vetta. Tutto in 50 minuti. All’assaggio dei piatti spunta qualche errore. Il primo piatto di Nicolò: le cipolle coprono il sapore naturale del pomodoro. La salsa di basilico andava messa anche un po’ più sui lati.

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Nel piatto di Amelia. La mozzarella andava riscaldata al microonde. Con le dita si forma l’incavo, si riempie e si richiude. La crema di basilico è troppo liquida, doveva essere più concentrata. Stefano è arrabbiato, nel suo piatto manca il pane a completare: dovevano esserci i crostini. Ma anche le cozze andavano aperte nel latte di mozzarella: è l’aspetto che fa la differenza.

La scelta è sul conto di errori minimi. Il primo finalista è Nicolò. Il più piccolo, quello che rideva troppo. Amelia era la più fredda, quella che non perdeva mai la calma in tutti i pressure che ha affrontato. Resta il suo record, ma lei se ne va a un passo dal titolo.

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Si riparte in due: Nicolò contro Stefano.

In balconata ci sono tutti. La quarta edizione sta per avere il suo vincitore. Stefano cerca la sua seconda occasione di vita, per Nicolò il primo treno su cui salire. Entrambi vogliono dimostrare che i sogno vanno rincorsi a ogni età.

Via con i due menù degustazione, è la prima volta che succede in finale: prima tre piatti ora anche sei o sette a discrezione dell’aspirante chef. Per Nicolò è “Il chilometro 50” (quelli tra Piacenza e Milano), per Stefano “Istantanea di me” (che racconterà la sua crescita). Potere e massima libertà di scelta per l’ultima prova, il momento decisivo: due ore e mezza per concludere il tutto. Nicolò nella furia butta a terra la bottiglia d’olio, e c’è chi vede un cattivo auspicio.

Nicolò sembra la calma fatta a persona, Stefano suda come non mai. Nella crema di pecorino manca il sale: Nicolò perde colpi soprattutto col tartufo. Stefano convince, il risotto “spacca”.

Nicolò ha fatto cose al di fuori, dice Cracco.  Il risotto di Stefano è un capolavoro, Bastianich die di averlo mangiato così buono solo tre volte nella sua vita. Sul tartufo usato da Nicolò i giudici si dividono. Ma alla fine, l’idea è chiara: il vincitore assoluto è Stefano. E quel “Ti aspetto nella mia cucina quando vuoi” detto da Cracco a Nicolò mette a posto tutto. Il ragazzino alla fine ha conquistato il grande chef. E se ora lavora nel ristorante stellato, ben venga per lui.

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