Dodici esercizi di felicità

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Secondo Sonja Lyubormisky – insegnante e ricercatrice dell’Università della California – il 50 per cento della nostra felicità dipende dal codice genetico sin dalla nascita, l’altro 50 per cento invece va diviso in un 10 per cento determinato dalle circostanze in cui ci troviamo (città, ricchezza e lavoro) e per il restante 40 per cento dal nostro comportamento. Quindi la metà della nostra felicità dipende dalla genetica: c’è chi non si sforza troppo di esserlo e chi invece deve lavorare sodo. Ma il 40 per cento dipende invece dal nostro modo di comportarsi. Ed è qui che entra in scena il monaco buddhista, Keisuke Matsumoto. In “Manuale del monaco buddhista per sconfiggere la paura degli altri” (Vallardi Editore) parte da un concetto molto semplice ed efficace. “La nostra esistenza non è costruita solo sulla nostra persona – dice – ma su un grande sistema di relazioni. Cambiare il nostro carattere e le nostre abitudini è molto difficile, ma possiamo escogitare qualche trucco per porre freno all’insicurezza”.  Ovvero tecniche per vivere meglio senza consumare la propria anima. Si inizia col riflettere sulla fiducia in sé stessi per arrivare al rapporto con gli altri. Eccolo il primo passo per vivere meglio, per raggiungere la felicità: spostare il focus dell’attenzione da noi stessi agli altri. Ma attenzione a non lasciarci influenzare troppo dal giudizio altrui: più ci preoccuperemo del dell’impressione che faremo sugli altri e più cresceranno in noi insicurezza e arroganza. Per Sonia Lyubormisky le strategie di felicità sono sei: pensare positivo e esprimere gratitudine, coltivare le relazioni sociali, controllare stress e sofferenza, vivere il presente, avere degli obiettivi, prendersi cura di corpo e anima. Matsumoto aggiunge un pezzo per chiudere il discorso: migliorare le relazioni con gli altri renderà più serena la nostra vita.

In dodici passi, i consigli pratici del monaco buddhista per vivere meglio senza consumare la nostra anima.

1

SU QUELL’ISTINTO A CRITICARE GLI ALTRI. È nella natura umana essere tolleranti con sé stessi e severi con gli altri. Quando tendiamo a criticare facilmente gli altri abbiamo la sensazione che gli sguardi di chi circonda siano più severi di quanto sono in realtà. Più critichiamo gli altri, più diventiamo esigenti con noi stessi, perciò si innescano la preoccupazione e il nervosismo di non riuscire a vedere una via d’uscita.

2

QUANDO SI RICEVE UN TRATTAMENTO INGIUSTO. Se qualcuno parla male di voi, alle vostre spalle potete anche lasciar correre. Se non ci riuscite, meglio procedere così. Per un attimo mettete da parte i vostri metri di giudizio soggettivi su che cosa sia giusto e su cosa sia sbagliato. Quindi come prima cosa, valutare l’origine della rabbia. Mantenere la calma, concentrare l’attenzione sull’altro e osservare bene la situazione.

3

QUANDO SIAMO SUPERIORI. Pur sapendo di essere superiore a qualcun altro, una persona matura di certo non guarda l’altra persona dall’alto al basso e non ne parla male. Mai dimenticare l’umiltà e la sincerità.

4

ALLONTANARSI DALLA FINZIONE. Più aumentano le volte in cui facciamo “finta di” più la distanza tra il personaggio che interpretiamo e il nostro vero sé cresce rapidamente e la sofferenza si amplifica.

5

ACCETTARE I CAMBIAMENTI. Sentirsi dire “Sei cambiato” è la prova della nostra crescita; se recepiamo queste parole in modo positivo, come un elogio, riusciamo a mutare la nostra consapevolezza e a capire che il cambiamento non è poi una cosa così spaventosa.

6

NON CEDERE ALLE BUGIE. Le persone che dicono spesso bugie per compensare la mancanza di fiducia in sé stesse farebbero meglio, prima di tutto, a esercitarsi nel raccontare gli eventi in maniera spontanea. L’importante è comportarsi sempre con onestà

7

RICORDARSI DI ASCOLTARE. Se vogliamo che le nostre opinioni vengano ascoltate, prima di tutto è necessario prestare grande attenzione alle parole del nostro interlocutore. Chi non fa altro che parlare non viene ascoltato da nessuno.

8

ATTENZIONE AI CIBI CHE CONSUMIAMO. Si dice che le persone cui piacciono la carne e i cibi piccanti si innervosiscano e si arrabbino facilmente, perciò se desiderate la tranquillità fate in modo di mangiare cibi poco stimolanti nelle giuste quantità. È anche importante la disposizione d’animo con cui consumiamo i pasti. Non dobbiamo dare per scontato il cibo che mangiamo, ma consumarlo ogni volta con un atteggiamento di gratitudine.

9

PUNTARE SUL MATTINO. Per rasserenarsi e aumentare la concentrazione è importante fare ordine nel proprio ritmo quotidiano. Uno stile di vita mattiniero consente di mantenere una buona salute spirituale. Sarà più facile portare a compimento un lavoro, avere un piccolo senso di realizzazione ed evitare pensieri legati all’insicurezza.

10

TENERE IN ORDINE LA MENTE. Non pensate che immagazzinando informazioni sarete superiori agli altri, ma organizzate le informazioni in entrata e tenete in ordine la vostra mente. Controllate con attenzione gli input di informazione che stimolano i vostri desideri.

11

COME CONTROLLARE LA MALIGNITA’. Se vi lasciate raggiungere dalla malignità della gente, questa cattiveria contagerà anche voi. Attaccare e criticare le persone potrebbe provocarvi un temporaneo senso di sollievo, ma senza dubbio avrà un impatto sul vostro animo.

12

METABOLIZZARE LA RABBIA. Se rabbia e stress di accumulano, ci troviamo preda delle passioni oscuranti e finiamo con l’arrabbiarci se le cose non vanno come avremmo voluto. Quando vi accorgete di essere arrabbiati per qualcosa che è di poco conto, è meglio parlarne o scriverne. Se riusciremo a contrastare le energie negative e a tranquillizzarci, potremo, in maniera costruttiva, trasformale in energia pulita e positiva.

*photo da Pinterest

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