Sette mamme da mare

Prima di iniziare la lettura, ci tengo a dire che ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale. Questo è un post dedicato alla mamma che sono e che sono stata. Chi mi conosce infatti mi riconoscerà in uno o più di questi aspetti.

Baci e buon Ferragosto

LA MAMMA ALTOPARLANTE (QUELLA CHE DICE AL FIGLIO PER INSEGNARE AL VICINO)
Imprescindibile peculiarità: tono di voce finto confidenziale ma con abbastanza decibel da valicare almeno cinque file di ombrelloni. “Noi ci cambiamo sempre il costume appena usciti dall’acqua”, urla a squarciagola simulando un’intima interazione col figliolo. Attenta a farsi sentire forte e chiara dalle genitrici snaturate anche nello stabilimento attiguo. Sottintendendo: “Non come quelle sciagurate mamme che lasciano asciugare le braghette sui pancini dei loro pargoli esponendoli al pericolo di congestioni-enteriti-dolori intestinali-dissenterie”.
“Non mettere giù i piedi che ti sporchi”, tuona anche dopo che il ragazzo si è asciugato. Chiara l’insinuazione all’effetto abrasivo della sabbia tra le dita dei piedi del vostro bimbo.

L’APPRENSIVA (QUELLA COL BORSONE)
Anche se molti aspetti potrebbero farla confondere con la tipologia precedente, non bisogna sbagliare: le manca del tutto l’afflato esibizionistico e non ha velleità divulgative. In compenso ha portato il livello di specializzazione a vette inimmaginabili. Si annuncia schierando sull’esiguo ripiano dell’ombrellone, nell’ordine: protezione solare Mustela dall’introvabile 90 fino alla classica 50 per il corpo (non scenderà mai nemmeno in caso di due mesi di permanenza al mare); spray antizanzara; salviette disinfettanti Amuchina; gocce o spray nasale in caso di improvvisi starnuti. Lo spray antivipera no, resterà in borsa. Nell’agile borsa che la signora ha sempre con sé sono custoditi 6 kit completi di ricambio slip da bagno, braghette, maglietta e ovviamente canottiera (più un paio di felpe di diversa consistenza e una giacchetta impermeabile) in caso di sudorazione eccessiva, gavettoni, bagno supplementare.

LA  MAMMA BAGNINO
Degna estensione della mamma apprensiva è la mamma bagnino. Regole ferree e dettate da timer normalmente puntato a 3 ore e mezza dall’ingerimento dell’ultimo boccone del figliolo, per regolamentare l’ingresso in acqua in funzione della digestione. Le più professionali pochi minuti prima della segnalazione del timer estraggono a sorpresa il termometro a forma di pesce per sincerarsi della temperatura dell’acqua. Il ragazzo, anche dopo 5 inverni passati in piscina, sarà esortato a indossare i braccioli, sebbene la mamma, in cuor suo, preferirebbe il giubbotto munito di luci e fischietto di segnalazione, come i superstiti del Titanic. Quando il figlio entra in acqua si piazza a modo di bodyguard: guai a chi si avvicina troppo (potrebbe creare onde anomale) e a chi spruzza (si sa mai che qualche goccia di troppo entri in posti strani). Al termine del bagnetto la mamma è riconoscibile dalla posa tipica a braccia spalancate e telo bagno spiegato per accogliere il giovane nuotatore a non più di due metri dal bagnasciuga.

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L’IGNARA
Il figlio normalmente ha capelli lunghi anche se sette-ottenne, preferibilmente biondi. Alla prima impronta in spiaggia scompare e la madre non ne sa più nulla. Potrebbe benissimo essere in acque internazionali col pedalò (ma più probabilmente ci sarà arrivato col paddle),indossa mute iper-tecniche, alla moda, dai colori sgargianti, e mentre i suoi coetanei si colluttano piangenti con il moccio al naso, lui raggiunge a nuoto l’isola più vicina. Al rientro si intrufola in sfide a beach volley tra giovanotti di dieci anni più grandi. Rischia più volte di essere piantato nella sabbia da qualche schiacciata o di esser travolto da qualche intervento difensivo, ma ogni volta ne uscirà indenne. Nell’arco della giornata in spiaggia, ha messo la vita a repentaglio una mezza dozzina di volte, la madre, giuliva, non si sarà accorta di nulla.

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L’ANIMATRICE
Impressionante la quantità di tipi di mazzi di carte diversi che sbucano dalla sua borsa: dal gettonatissimo Uno, al Dobble, ovviamente Scala 40, e svariati giochi che nessuno ha mai sentito nominare. Ma è pronta a tutto in caso di arrivi di bambini (e relative famiglie) da inopinate località italiane, dunque con le piacentine, le trevigiane e le napoletane. Se il numero di bambini nello stabilimento è sufficiente si trasforma come per incanto in Gennaro Olivieri o Guido Pancaldi – che per chi non li conoscesse erano i giudici di Giochi senza Frontiere -, a scelta, con cronometro e fischietto: trois, deux, un, fiiiii. Il figliolo si riconosce dal costume liso sul retro, dopo milioni di circuiti disegnati con il fondoschiena (per altro la mamma è in grado di riprodurne a memoria una trentina, tra quelli del MotoGp e della Formula1). Sempre pronta a una caccia al tesoro, una strega-comanda-color e un un-due-tre-stella, strapperà applausi quando nei momenti di stanca estrarrà da chissà dove reperti che voi umani credevate estinti, tipo i trasferelli, il going, l’elastico della nonna.

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LA MAMMA MAESTRA
Non è tanto dai libri per i compiti delle vacanze, che la si riconosce. Che quello son capaci tutte. Beh, quasi tutte. E’ che le lezioni non finiscono mai. Non sotto l’ombrellone, dove il piccolo, anche se ha appena imparato a camminare viene catechizzato su punti cardinali e principi di astronomia per comprendere gli spostamenti del sole. E nemmeno in acqua, dove il piccolo, con le gambe infilate nel gommoncino a forma di automobilina con tanto di volante si sentirà arringare: “Ogni corpo immerso parzialmente o completamente in un fluido riceve una spinta verticale dal basso verso l’alto uguale per intensità al peso del volume del fluido spostato”.

LA MAMMA PROIBIZIONISTA

E’ facilmente individuabile ancor prima che apra bocca: ne svela l’attitudine il figliolo altrettanto muto e sull’attenti. Ai divieti semplici già caratteristici di altre mamme: tipo il bagnetto prima di tre ore e mezzo dall’ultimo pasto, l’esposizione al sole senza protezioni da 50 in su, ne vorrebbe aggiungere altre decine che però siano coercitivi per tutto lo stabilimento. Metterebbe volentieri all’indice qualsiasi tipo di gioco con palle, palloni e palline, biglie e bocce comprese; renderebbe obbligatorio per tutti l’ingresso in acqua senza spruzzi, stile Tania Cagnotto. Non potendo estendere la propria autorità a tutto il resto della spiaggia, si sfoga con misteriosi e affascinanti divieti per l’allineatissimo ragazzo: “Non si beve dopo aver mangiato la banana”, “Non si sta seduti sulla sabbia senza telo”..

*photo: pinterest

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