Happy in Bogotà

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Ad inizio settembre sono stata alcuni giorni a Bogotà. Ecco quello che ho fatto e che ho raccontato su Huffington Post.

Se pensi a Bogotà, non ti viene in mente come prima cosa che possa essere capitale del turismo. Eppure pare che stia per diventarla. Appena atterrati però a colpirti subito è il traffico: consistente e inevitabile a tutte le ore. Tanto che per arrivare a destinazione in qualsiasi punto della città ci vogliono i supplementari.

L’aeroporto dista da mezzora a un’ora e mezza dal Teleport business park a seconda dei momenti della giornata: da evitare l’ora di pranzo, meglio a metà pomeriggio. Il cuore degli affari è qui, a Usaquén, uno dei 20 quartieri della città che in tutto conta otto milioni di abitanti ed è questa la seconda cosa che ti lascia negli occhi la capitale della Colombia: l’idea di un Paese che negli ultimi dieci anni è riuscito a far convivere palazzi coloniali e grattacieli, artigianato e centri commerciali.

Cultura, cucina, musica e storia: i colombiani vanno fieri del loro passato, per ore ti racconterebbero di sciamani e delle stranezze – per noi occidentali – dei loro avi. Hanno voglia di farti assaggiare il loro caffè e ogni cosa possibile e immaginabile che si possa prima friggere. Ma soprattutto hanno voglia di vivere e di riscattarsi da quell’idea esclusivamente legata al narcotraffico.

Puntano a diventare una delle più grandi mete turistiche dei prossimi anni. C’è chi ci crede profondamente: il presidente Juan Manuel Santos, all’inaugurazione di un nuovo NH Collection Royal ha osato: “La Colombia ha un futuro promettente. Stiamo ricomponendo la nostra economia e i primi risultati stanno arrivando: gli investimenti stranieri hanno raggiunto record storici, anche il Pil è in costante crescita.

Quello che vogliamo far capire ora è che la Colombia ha un enorme potenziale turistico”. Attorno alla capitale e in particolare al Teleport Business Park il tentativo è evidente: appena sotto le montagne – che a Bogotà arrivano a 2600 metri – non si contano i grattaceli delle multinazionali estere che hanno scelto di avere anche qui una loro sede. Affari ma anche divertimento: abbiamo scelto 8 motivi per andare al più presto a Bogotà.

  • È uno dei paesi dell’America Latina in più forte espansione
    NM
    Secondo il Ministero degli Esteri Colombia e Cile si propongono al mondo come porte d’accesso ideali non solo verso tutto il Continente americano, ma anche in direzione dell’area Asia-Pacifico, grazie a due economie in forte crescita, caratterizzate internamente dalla stabilità politica ed esternamente da un grado molto elevato di internazionalizzazione e apertura ai mercati globali. Bogotà secondo gli esperti è ancora al primo posto in America Latina nella classifica della Banca Mondiale riguardo la facilità di fare affari. Forti investimenti sono stati fatti per potenziare le infrastrutture e migliorare la rete di trasporti nel Paese. Un esempio sono i 280 milioni di dollari stanziati per ampliare e ammodernare lo scalo aereo esistente di Bogotà da un lato, e costruire un nuovo terminal in periferia dall’altro. I progetti, il cui completamento è previsto nel giro di 6 anni, dovrebbero evitare problemi di sovraffollamento e rispondere alle esigenze del flusso di passeggeri dovuto al crescente traffico d’affari e turistico.
  • Per l’alta tecnologia a disposizione degli affari
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    NH Hotel Group, operatore multinazionale con quasi 500 hotel in 29 Paesi in Europa, America e Africa, ha festeggiato il suo ingresso in Colombia con il rilancio di 15 hotel situati nelle città principali del Paese. Si tratta di strutture pensate per viaggiatori urbani, business e leisure, che cercano un servizio personalizzato e fuori dall’ordinario, in edifici unici e originali. La filosofia alla base è quella di superare sempre le aspettative dei clienti per creare esperienze straordinarie. Affari, benessere e gastronomia sono i tre settori su cui il gruppo punta a fare la differenza. Un esempio: la possibilità di gestire meeting aziendali e riunioni d’affari con il meglio con gli ultimi ritrovati della tecnologia, ologrammi compresi. La tecnologia di telepresenza olografica crea eventi in evoluzione con proiezioni grafiche in 3D all’avanguardia, dando in definitiva la sensazione di essere in due posti contemporaneamente.
  • Per il culto del passato
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    Il museo dell’Oro si affaccia sul Santander Park, parco pubblico cittadino in centro. Santander è un eroe della guerra d’indipendenza e quarto presidente della Repubblica. Il Museo dell’Oro del Banco della Repubblica di Colombia collezione di manufatti d’oro. L’epoca è pre-colombiana: ci sono gioielli, maschere e accessori appartenenti alle popolazioni indigene. In tutto ci sono 3400 pezzi: la visita inizia dal secondo piano. Heidy, 34 anni, guida a Bogotà racconta che “Il materiale preferito dagli antichi era l’oro perché rifletteva la luce e si credeva che potesse mettere in contatto il sole con la luna”.
  • Per ricordare Garcia Marquez
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    Nel centro di Bogotà, quartiere Candelaria, sono numerose le strutture destinate alla promozione culturale. Nel giro di pochi passi si incontra il Museo dedicato a Botero– 500 mila visitatori l’anno -, la Biblioteca Luis Angel Arango con 4 milioni di volumi e il Centro Culturale dedicato a Gabriel Garcia Marquez: uno spazio urbano, in cui la cultura colombiana esce allo scoperto con tutta la sua vivacità e colore. Candelaria è la principale meta turistica di Bogotà e di giorno è occupata da circa un milione di persone. Plaza de Bolivar è il centro storico, politico e religioso della città. Dietro l’angolo anche Casa de Nariño, sede del Governo.
  • Per cantare al Gaira
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    Colore e folklore non mancano in Colombia. Basta uscire la sera – non al giovedì però perché il locali chiudono presto – e passare un po’ di tempo nei posti più in voga. Uno di questi è il Gaira Cafè del cantautore Carlos Vives, vincitore di un Grammy Award e di ben tre Latin Grammy Award. Al Gaira, su indicazione di Guillo Vives (fratello del cantante) si mangia papita criolla, arepa de chocolo con queso, chorizo eplatano verde. Nel frattempo mai staccare gli occhi dal palcoscenico in mezzo alla sala: esibizioni e musical ogni sera.
  • Per incontrare un Masterchef
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    La prima edizione di Masterchef Colombia si è conclusa a febbraio. Tra i giudici Paco Roncero, una vera celebrità con due stelle Michelin. Rispetto all’Italia, in Colombia il programma va in onda ogni sera per un totale di 68 puntate. Roncero ha ristoranti in Spagna, a Madrid, a Ibiza, Hong Kong e Bogotà. La sua ultima scommessa è Sublimotion. Al progetto hanno lavorato cuochi, progettisti, ingegneri, illusionisti, scenografi, architetti, coreografi e sceneggiatori. La sala è una capsula tecnologica, uno spazio studiato per stimolare i sensi. A Bogotà, di Paco Roncero c’è Version Original. C’è un piatto colombiano che lo chef vorrebbe proporre agli italiani: “Si chiama Ajaco, ed è una zuppa colombiana molto popolare. È a base di patate, tre tipi: sabunera, criolla e pustusa. Poi pollo, avocado, mais e guascas, che sono invece erbe aromatiche colombiane”.
  • Per degustare il caffe’ colombiano
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    Per sapere tutto e di più sul caffè c’è una persona a cui fare riferimento che si chiama Jaime. Il suo locale è top a Bogotà per i colombiani e per gli stranieri, anche italiani che abbiamo larghe vedute in tema di caffè. Abbandonate ogni idea di caffettiera, e cominciate a ragionare sulla differenza tra fragranza e aroma. Si usa caffè solo macinato al momento: 8 grammi di polvere in 100 ml di acqua a 93 °. In una tazza, prima il caffè, poi l’acqua e si aspettano 4 minuti prima di filtrare e bere. Il locale Catacion Publica è a nord, nel quartiere di Usaquén.
  • Per mangiare da Andrés Carne de Res
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    Non si può dir conclusa l’esperienza di Bogotà senza una visita da Andrés Carne de Res. L’indirizzo giusto è a Chia, poco fuori Bogotà. Lascerei stare invece il locale dentro al centro commerciale. A Chia, Andrés ha aperto i battenti il 19 giugno 1982, la data più vicina al solstizio d’estate scelta non a caso, ma col desiderio di ingraziarsi i benefici del sole. È un ristorante da gustare anche con gli occhi: difficile uscire senza neppure un souvenir. E per fortuna i gadget e le stoviglie sono in vendita.

Qui invece qualche immagine degli NH Hotel a Bogotà

www.daviduribefotografo.com www.daviduribefotografo.com www.daviduribefotografo.com NH Collection Royal Teleport - Room 2 NH Collection Royal Teleport - SPA www.daviduribefotografo.com www.daviduribefotografo.com NH Collection Royal Teleport - Facade www.daviduribefotografo.com

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