Una mela al giorno, ma quale?

Aspre, succose o farinose, in genere il gusto a proposito delle mele si ferma qui. Eppure se vogliamo un riferimento più preciso alla salute non è così semplice: la mela al giorno non è una mela qualunque. Davanti a una bella bancarella di frutta, non si dovrebbe scegliere a caso. In generale e in particolare proprio con le mele. Perché ci sono almeno dieci motivi che fanno la differenza. Intanto è meglio puntare sul bio per avere tra le mani tutti i preziosi nutrienti che una mela contiene e nulla di più, nulla che possa fermarsi sulla buccia. Perché è proprio dalla buccia che bisogna cominciare. Per restare giovani, grazie alle proprietà antirughe della mela gialla, per difenderci, grazie alla vitamina C (meglio la mela verde) o per dimagrire (dicono che l’ideale sia la mela rossa). Scorrendo le pagine scritte da Keda Black in “Una mela giorno” (Guido Tommasi Editore) abbiamo trovato consigli utili per scegliere e mangiare al meglio quello che la mela offre.

  1. Sceglila bio

La mela contiene pectina e nutrienti essenziali. Non deve essere trattata con pesticidi, quindi va scelta bio o coltivata secondo le regole dell’agricoltura responsabile, il più possibile vicino a noi e ben pulita. Tanto più che la buccia contiene una porzione importante di vitamine (in particolare la C e la A), antiossidanti, fibre e oligoalimenti.

  1. Il momento e il posto giusto

Le mele si raccolgono tra luglio e fine novembre. Poi si conservano più o meno bene secondo la varietà. Più la polpa è aspra e compatta, meglio si conserva la mela. Per la conservazione l’ideale è una temperatura fresca: quindi in cantina, in cassette senza accatastarle o all’aperto, coperte da un telo. In ogni modo vanno tenute lontano dalle celle frigorifere

  1. Anche se vecchie, molto buone

Quando diventa vecchia, una mela si raggrinzisce, ma diventa ancora più buona. Il contenuto di zuccheri aumenta, la polpa diviene più densa e una volta sbucciata può essere ancora migliore rispetto al momento della raccolta.

  1. La mela del ritorno a scuola

Si chiama Elstar ed è la mela che matura presto, a partire dalla fine di agosto, la si trova fino a fine ottobre. È di calibro medio, rossa sul fondo giallo. Tende a disfarsi rapidamente in cottura. Non è molto aspra, quindi è meglio evitare di utilizzarla in dessert troppo ricchi, cremosi e burrosi. La polpa è bianca e succosa, zuccherina e croccante. Da sgranocchiare.

  1. La più amata dagli italiani

È la golden delicious. Comincia a maturare a settembre-ottobre. Poi la si trova ancora fino a luglio. Non troppo grossa, la si riconosce per il suo giallo dorato, se ha qualche sfumatura rossa è un buon segno: sarà molto saporita. Sceglietela piccola e compatta, di un colore più dorato che pallido o verdastro. Tiene bene in cottura, ma visto il sapore neutro va aromatizzata con vaniglia, caramello o cannella.

  1. La mela degli anni 20

È la sorella minore della Gala, la Royal Gala arriva alla fine del mese di agosto ed è disponibile per parecchi mesi. Piccola mela a striatura rosse su fondo giallo deve avere colori ben accesi, altrimenti rischia di non essere buona. È croccante ma non tiene molto la cottura. La polpa è color crema, croccante e zuccherina è da sgranocchiare.

  1. La mela della nonna

Secondo la storia la Granny dovrebbe essere il frutto del caso e degli sforzi orticoli di una nonna australiana, Mary Smith. Si raccoglie a partire da fine ottobre, prima della maturazione, così resta bella verde. La buccia è spessa, ma la polpa è succosa, soda e molto aspra. Si presta bene alla cottura, le si possono abbinare senza problemi paste molto burrose e ricche. La Granny è pratica anche a crudo, tagliata a cubetti in insalata.

  1. La renetta del Canada

Malgrado il nome, è una mela di origine europea. È una cugina della renetta bianca, più profumata ma difficile da trovare. La maturazione è prevista per la metà di ottobre, poi si conserva molto bene. Il suo aspetto è riconoscibile, buccia spessa e scura color cachi, forma abbastanza globulosa, appiattita, talvolta deforme. È perfetta in abbinamento con i salato per il suo gusto “boscoso”.

  1. Come abbinarla col salato

Nel salato, cotta è perfetta con il maiale e con gli affettati. Da provare nelle torte salate: grattugiata e mescolata con cura ad un formaggio un po’ acido di capra o di pecora. Oppure con le verdure, in pentola al dente insieme al cavolo o alle ape, i ravanelli e le carote.

  1. Come portarla in tavola così com’è

La mela nel salato, cruda, funziona a meraviglia con i gambi di sedano in insalata o come condimento. La Granny è ottima come condimento per i pesci cotti in modo semplice come il merluzzo, il pesce spada.grattugiata insieme alle carote, oppure con il cavolo, con l’insalata belga o altre insalate invernali come la scarola, la riccia e formaggi tipo il gorgonzola.

(Pubblicato su Huffington Post)

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