Quante paure hanno le mamme?

Da quando sono mamma ho scoperto che potrebbero succedere delle cose tremende.

Non è colpa di troppe americanate che ho visto al cinema: quei film lì, fantascientifici, non mi sono mai piaciuti. Quindi per dire, non sono una appassionata al genere apocalittico.

Da quando sono mamma semplicemente ho delle paure immense. Immagino scenari che neanche Spielberg potrebbe. Forse dovrei farmi curare. Più volte mi sono detta che se un’altra mamma mi avesse confidato cose così, le avrei consigliato di andare da un professionista: che è un modo da sciura milanese per dire psicologo.

Nell’ordine, da quando è nato Luca ho già brillantemente superato catastrofi naturali, incidenti che come minimo avrebbero coinvolto sei autostrade in contemporanea e intossicazioni tremende. Dico “ho” perché ovviamente lui non si è accorto di nulla. Ho fatto tutto da sola.

Come quando siamo andati a Cuba, e per tre giorni di fila c’è stato brutto tempo. Insomma pioveva, le palme si agitavano un po’ per il vento ed era tutto scuro. Mi immaginavo già aggrappata a un tronco in mezzo all’oceano. Da sola, con mio figlio chissà dove, a lottare con chissà quanti squali.

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Su di mio figlio do il meglio.

Quando era piccolo, avevo il terrore di alcuni strumenti che non padroneggiavo benissimo. L’aspiratore nasale: che se non lo usi rischi bronchiti perenni. Io lo usavo talmente tanto che prima o poi pensavo gli avrei risucchiato pure il cervello. E una volta gli ho anche fatto sanguinare il naso.

Il sangue dal naso è una delle esperienze più traumatiche. Tremo anche quando sanguina il naso a qualche altro bambino. E ad ogni festa c’è: un naso che sanguina, un oggetto contundente pericoloso che si può ficcare ovunque e causare danni irreparabili, e una gastroenterite ancora nell’aria.

Ma va meglio. Superata la scuola dell’infanzia ci siamo tolti un po’ di ansie. Per fare spazio ad altre.

E non sto a dire tutte le cose che ho già pensato perché mi vergogno. Ma continuo a farlo. A viaggiare con la testa.

A proposito di viaggio. Il peggio è sempre quando devo partire in macchina. Scenari tremendi. Prima di uscire mi riguardo la casa venti volte: che sia tutto in ordine e a posto che si sa mai. Credo che questo sia l’evoluzione dell’avere reggiseno e mutande coordinate o dello smalto uguale mani e piedi, che se ti capita qualcosa – diceva la mamma – devi essere a posto. Ecco casa mia quando sono in viaggio è tutta coordinata.

Poi respiro. Respiri profondi ogni volta che vedo mio figlio correre per strada. Vorrei urlare a tutti di fermarsi, vorrei tirar fuori un fischietto da vigile e immobilizzare il traffico. Ma mi controllo. Un po’ di più ultimamente. Perché ho letto su un libro che non si fa così, che non va bene per l’autostima del bambino.

Che poi fare la parte della scema forse non va bene neppure per la mia di autostima, se proprio vogliamo dirla tutta. Così taccio. Ma mi è venuto il sospetto che mio marito mi abbia scoperto.

Oggi sono in giro loro due, papà e figlio, e mi hanno mandato questo messaggio.

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Ho sorriso, se mi hanno scoperto, pazienza. Intanto ho visto che sono sani e salvi.

Twitter: @nicomamma

Blog: Bellodimammablog.com

Questo post è stato pubblicato su Huffington Post, qui

 

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. ceci ha detto:

    È proprio vero!! Anche io ho scoperto paure che non sapevo nemmeno esistessero..ho pensato anche di riempire il pavimento di casa di tappetini da palestra per non farlo sbattere in terra, ho paura di qualsiasi cosa, letteralmente! Spero solo di riuscire a non fargli mai percepire questo stato d’animo..

  2. Bellodimamma ha detto:

    Ciao Ceci, grazie per avermi raccontato una tua paura. Secondo me se le mamme si parlassero un po’ di più, senza tanti filtri, sarebbe meglio. Si vivrebbe tutte un po’ più serenamente. Speriamo che i nostri figli non si accorgano mai di nulla e che vivano sereni!
    un abbraccio
    nico

  3. gaiaamelie2014 ha detto:

    E le paure dei papà? 🙂

    1. Bellodimamma ha detto:

      i papà hanno paure???parliamone

      1. gaiaamelie2014 ha detto:

        Certo! Sono le stesse delle mamme ma la mamma, almeno nei primi anni di vita, è l’attrice protagonista. Il papà è una spalla, molto spesso goffa, che fa ma sbaglia il 90% delle volte, che cerca di dire ma poi sta zitto per non essere accusato di “non dire caz..te!”. Ma alla fine la vita familiare è così e anche questo porta a vivere sereni…siamo passati da padri mai presenti a padri presenti ma goffi.

      2. Bellodimamma ha detto:

        meglio goffi allora! Alla fine accanto a un papà goffo ci sono più opportunità di sorridere delle nostre paure. evviva

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