A cosa serve ancora il circo?

Mi ricordo che quando arrivava in città era sempre una gran festa. Si poteva tirar su in un unico piazzale che in un attimo si riempiva di carrozzoni e gabbie, tendoni a volte rattoppati e macchinoni mai visti. Il circo era sempre fonte di agitazione. Vivevo in un paese di provincia, ed era un vero evento. Non c’erano tante occasioni di divertimento esotico ai tempi: non c’erano google map e street view a portarti in giro. Neppure c’erano i velocissimi videogiochi a intrattenerci. Così quando ho organizzato l’uscita con mio figlio ho avuto paura di essere fuori tempo. Vagli a spiegare – mi dicevo – che quando ero piccola il circo era una delle cose più belle del mondo. Del mio mondo. Lui, nel suo, ha già preso svariati aerei, viaggiato tanto e guardato spettacoli più o meno belli. Però il circo mai, solo una breve parentesi a Gardaland al circo di Madagascar. Tra l’altro molto bella.

Tornando a Milano, al circo l’altro pomeriggio. Io già nel piazzale sono tornata a sognare. Non c’erano carrozzoni ma caravan enormi, e cercavo di sbirciare dalle finestrone che cosa c’era dentro. Non ho visto pizzi svolazzanti, ma solo il riflesso di schermi ultrapiatti e ultragiganti. Che i tempi passano per tutti. Nel tendone invece ho riconosciuto le tribune e i colori sgargianti.  Ho ammirato il palco tutto in velluto rosso e con mio figlio ho giocato a cercare tutti i particolari. Abbiamo aspettato, entrambi con emozione che lo spettacolo prendesse vita.

Ecco la magia del circo. Lo spettacolo che prende vita. Quello che vorrei che mio figlio ricordasse: che esistono luoghi magici per davvero, non come nei suoi videogiochi. Che si può restare col fiato sospeso davanti ad un acrobata vola saltando da un trapezio all’altro proprio lì di fronte a te, sopra la tua testa. Che c’è un clown – quello anche l’ho riconosciuto – che cerca di farti ridere ma che invece ti fa rimanere un po’ triste.

Certo, per fortuna non ci sono più gli animali. E non sono convinta che fossero necessari pure allora. Ho visto mio figlio a bocca aperta, applaudire contento e battere le mani a tempo. No non fuori tempo, come temevo. Il circo oggi serve più che mai. Perché qui si può ancora sognare come quando eravamo bambini, con i nostri bambini, che ne hanno più bisogno di noi.

insegna circo

Questo post è stato pubblicato da Huffington Post

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Oriana ha detto:

    Il circo… lo facevano nel piazzale davanti all’asilo quando ero piccola e, ogni anno, ci portavano. Non mi piaceva… c’era puzza, penso fosse questo il motivo principale: la puzza di stalla.

    1. Bellodimamma ha detto:

      Sai Oriana pure io, prima di andarci avevo questo ricordo terribile. Ma ora, senza animali per fortuna, le cose sono molto diverse. Nel bene e nel male: il circo è molto più piccolo ma è sempre affascinante. Io poi ho una passione per i contorsionisti, quindi sono di parte.

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