Essere mamma di un maschio

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L’ha scritto di getto e poi l’ha lasciato lì, in rete. E la rete è impazzita. In pochi giorni il post   è stato copiato, commentato e soprattutto amato da tantissime mamme. Mamme di maschi che si sono commosse a leggere il messaggio che Giorgia Spano ha scritto per un’amica che sta per partorire. Una serie di informazioni che evidentemente in tante si sono sentite di condividere. Dai primi zampillanti cambi al fasciatoio fino alle domande a cui davvero fai fatica a rispondere.

Essere mamma di un maschio richiede agilità, lo capisci da subito, da quando ad ogni cambio sul fasciatoio devi schivare pipì zampillanti. E ti servirà quell’agilità negli anni a seguire, per rincorrere un piccolo corridore a cavallo di ogni mezzo di trasporto: monopattino, bicicletta, moto cavalcabile. Essere mamma di un maschio richiede formazione continua. Cosa differenzia una ruspa da una scavatrice? Che super-potere ha Iron man? E che diavolo mai sarà un camion bisarca?

Giorgia Spano è una ricercatrice e racconta ad Huffington come è nata l’idea di questo post. “In origine non era un post – spiega -, ma una sorta di lettera-regalo che ho scritto in occasione del blessing-way di una carissima amica che a breve avrà il suo primo figlio. Anche lei, come me, si era pensata come mamma di femmina e la notizia del fiocco azzurro l’aveva un po’ confusa. Era il mio modo di farle vedere la cosa sotto altri aspetti. La scrittura ha richiesto poco, i concetti erano già presenti, serviva solo fissarli sulla carta”. Si parla di bimbi piccoli che ti amano incondizionatamente. Almeno per un po’.

Essere mamma di un maschio richiede forza d’animo, per non morire d’amore quando ti dirà che sei la sua regina e l’unica donna che vuole sposare. (Non temere, cambierà idea!)

Essere mamma di un maschio è separazione, perchè un giorno spiccherà il volo e ti chiamerà una volta a settimana. E proprio il fatto che non ti chiami 3 volte al giorno significherà che hai fatto un ottimo lavoro.

Tocca il cuore delle mamme, il post di Giorgia, ricercatrice universitaria e mamma di Ale, che un po’ si è stupita, di tanto clamore.

Cosa hai pensato dopo tutto il successo che ha avuto il tuo post?

E pensare che io non volevo nemmeno pubblicarlo sul sito; ha insistito la mia socia, nonché segretario dell’associazione. Mi stupisce e gratifica che abbia emozionato tanto. Ma mi sta anche divertendo, perché mi arriva anche via messaggio o via mail da amiche che non sanno che l’ho scritto io (purtroppo sta girando senza riferimenti). Credo che il successo derivi dal fatto che è scritto di tutto cuore e la gente lo percepisce.

C’è ancora qualcosa che vorresti aggiungere a quanto hai scritto nel post?

Una cosa che mi preme molto dire è che lo scritto non ha alcun intento “comparativo” tra maschi e femmine, così come non vuole sostenere stereotipi di genere. Purtroppo in contesto web (e social ancora di più) è facile cadere in fraintendimenti e questo mi dispiace particolarmente, essendo noi decisamente lontane da questo tipo di posizioni. Lo scritto si rifà semplicemente alla mia esperienza di mamma di un maschio particolarmente appassionato a super-eroi, ruspe, scavatrici

Cosa fai nella vita?

Ho una laurea magistrale in biologia e lavoro come ricercatrice presso una università di Milano. Parallelamente a questo, sono la Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Rolling Mamas”; un piccolo-grande progetto condiviso tra 5 donne che credono nel sostegno tra donne e tra mamme. Abbiamo un blog  in cui facciamo informazione soprattutto riguardo la genitorialità cosiddetta “ad alto contatto” (portare in fascia, allattamento al seno e non solo), ma anche su altri temi, ad esempio l’ecologia e la cosmesi naturale. Credo molto, moltissimo in questi progetti.

Essere mamma di un maschio è mistero, perché lui è altro da te. La sindrome premestruale avresti anche potuto capirla, il testosterone è invece un modo sconosciuto fatto di barbe, pomi d’adamo e polluzioni notturne.

Essere mamma di un maschio è meraviglia e scoperta, perché in fondo i maschi mica li avevi capiti così bene.

Essere mamma di un maschio è responsabilità e onore di crescere un uomo per bene.

Questo post è stato pubblicato su Huffington Post 

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