8 cose da sapere sui germogli

Ormai si trovano anche al supermercato. Non sono più uno sfizio da aspirante chef, ma un prezioso contributo alla cucina di tutti i giorni. I germogli sempre più entrano in cucina senza tanti complimenti. Ed è un bene, perché si tratta di super alimenti in grado di apportare all’organismo molti elementi salutari. In più, tanto per accontentare tutti, non è poi neanche così difficile farli in casa. Non serve un pollice verde, ma solo rispettare alcune regole di buon senso. Secondo la naturopata Simona Vignali  che ha scritto un libro sull’argomento – “Germogli” per Red Edizioni  – “derivati dai semi di cereali, ortaggi e legumi, i germogli sono alimenti vivi: si tratta della parte da cui ha origine la pianta, e quindi possiedono una grande carica di energia vitale. Per questo possiedono proprietà nutrizionali molto maggiori rispetto alla pianta adulta e percentuali molto più concentrate di vitamine, enzimi, sali minerali e aminoacidi essenziali”. I germogli di broccoli ad esempio contengono ancora maggiori proprietà nutrizionali ed enzimi benefici: contengono molte vitamine, sali minerali e sono ricchi di fibre. Regolano la pressione, favoriscono la concentrazione e prevengono i danni al sistema nervoso. I germogli di porro aiutano a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e hanno proprietà antivirali e antibatteriche. Contro la ritenzione idrica sono ottimi i germogli di rafano, mentre quelli di senape accelerano il metabolismo. Quelli di soia sono perfetti per chi è a dieta perché hanno un bassissimo apporto di carboidrati.  I germogli di broccolo poi sono fortemente detox perché contengono rispetto alla pianta matura un contenuto cento volte maggiore di isotiocianato che agisce disintossicando le cellule. Serena Babbo, Raw e vegan chef li ha aggiunti ad una crema di topinambur: li ha messi all’ultimo, a crudo, prima di servire il piatto. La vellutata di zucca invece è perfetta per l’abbinamento con i germogli di barbabietola rossa che stimola produzione di serotonina, una sostanza che dona serenità. I germogli di pisello invece sono consigliati in gravidanza e durante l’allattamento perché sono ricchi di folati. Prima di portare i germogli in tavola, otto cose da sapere.

 

1.I germogli sono più nutrienti di una pianta adulta

I germogli derivano dai semi di ortaggi, cereali e legumi. Sono alimenti vivi. La parte da cui ha inizio la crescita della pianta, e quindi la più ricca di energia vitale. Per questo possiedono proprietà nutrizionali molto più grandi della pianta adulta. In più i carboidrati contenuti nei germogli sono trasformati nel nostro organismo in zuccheri semplici, quindi risultano facilmente assimilabili. Lo stesso vale per le proteine e per i grassi.

2. Fai la scorta di enzimi

Una delle caratteristiche nutrizionali più interessanti è la scorta di enzimi che possiamo fare mangiando i germogli. La carenza di enzimi vitali nell’alimentazione è una delle cause principali di stanchezza, difficoltà digestive, problemi intestinali, colorito spento e mancanza di concentrazione. Infatti se non li introduciamo con la dieta nella nostra alimentazione, gli enzimi vengono sintetizzati dal nostro organismo con grande consumo di energia.

3. Sono ricchi di minerali

Un’altra caratteristica che rende interessanti i germogli dal punto di vista nutrizionale è che sono ricchi di sali minerali: calcio – utile anche per fissare la vitamina D -, potassio e magnesio, zinco, ferro, fosforo e zolfo.

4. Una fonte di clorofilla

Tutti i germogli contengono un elevato quantitativo di clorofilla, nota per avere una composizione chimica simile a quella dell’emoglobina. Quindi è importante per le proprietà antianemiche, antiossidanti, energizzanti e perché favorisce la depurazione del corpo. Senza dimenticare che sono anche un’importante fonte di vitamine.

5. Li puoi fare in casa

Si possono far germogliare tranquillamente in casa tutti i tipi di semi tranne quelli di pomodori, peperoni, melanzane e patate perché contengono una sostanza nociva, la solanina. I semi si possono comprare nei negozi specializzati o on line.

6. Cosa serve per fare i germogli

I semi si trasformano in germogli se mantenuti in buone condizioni di umidità e di temperatura. Il germogliatore non è indispensabile. Servono però alcune condizioni indispensabili, da rispettare per ottenere un buon risultato: l’acqua che serve per avviare la trasformazione da seme a germoglio, la temperatura che deve restare tra i 20 e i 28 gradi, l’ossigeno e la luce.

7. Se non hai un germogliatore

Per iniziare, per il primo esperimento casalingo non serve il germogliatore. Basta un barattolo largo in vetro, una garza, un tovagliolo e un elastico. Si mette un cucchiaio di semi nel barattolo, si copre tutto con l’acqua, e si copre tutto per almeno otto ore con un tovagliolo umido. Finito l’ammollo vanno sciacquati più volte: basta togliere il tovagliolo e sostituirlo con la garza fermata da un elastico. I germogli vanno sciacquati ogni giorno, al mattino e alla sera. Per prime compariranno le radici, poi dopo due – tre giorni si vedranno i germogli. A questo punto meglio mettere il barattolo in un luogo luminoso per attivare la fotosintesi clorofilliana. Dal quinto giorno si possono mangiare. E in frigorifero si conservano per una settimana.

8. Come si mangiano

Il miglior modo per consumare i germogli è mangiarli crudi, perché la cottura disperde le proprietà nutrizionali. Si possono consumare come contorno, conditi con olio e sale. In insalata, a guarnire piatti come vellutate e minestre: basta unirli a fine cottura. Poi possono anche essere mangiati in macedonia, con gli yogurt o con i frullati. Se si preferiscono cotti, si possono aggiungere all’impasto delle polpette, nelle frittate o nelle crepes salate.

Questo articolo è stato pubblicato da Huffington Post Italia: QUI

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