10 posti da provare a Milano

C’è chi dice che ormai il piatto tipico milanese sia il sushi, “il sushino” per l’esattezza. Un piatto che fa famiglia ormai, che si mangia quasi quanto la pizza.  O forse di più. Ma ormai Milano è molto altro. E non parliamo solo di ristoranti stellati, specializzati in cucina pop  come Davide Oldani e il suo D’o, o in alta cucina naturale come il Joia di Pietro Leemann. O ancora di ristoranti che hanno festeggiato i 70 anni come “Il luogo di Aimo e Nadia” . Milano è sperimentazione: così il sushi più in voga è quello che mixa cucina jap e brazilian. Per non parlare di cucina cinese e piemontese che si incontrano benissimo in un luogo ormai cult in Paolo Sarpi. Si chiama Ravioleria Sarpi e ha conquistato tutti: il Baozi, un raviolo ripieno di fassona e cotto al vapore, è uno degli street food più apprezzati. Ma qui non siamo a parlare di pasti veloci, servirebbe una classifica a parte. Qui parliamo dei posti più amati dai foodies milanesi, i più fotografati ma anche i più amati. Non sono stellati, ma in gran parte riconosciuti come i luoghi che meritano una sosta, per chi a Milano vive, o capita anche solo per caso. Per chi è a Milano per shopping, è comodo il Langosteria Cafè, l’ultimo locale aperto da Enrico Buonocore. Ce ne sono altri due in città: un bistrot e il ristorante di via Savona. Per chi invece si trova nel “nuovo” quartiere milanese, dietro il Giardino Verticale c’è un ristorante piccolino che una volta faceva parte della prima stazione ferroviaria aperta a Milano, in Garibaldi. Si chiama Ratanà, e da qui parte il nostro tour per i dieci posti dove mangiare almeno una volta a Milano. È una guida che andrebbe costantemente aggiornata vista la velocità con cui si segnalano nuove aperture. Per citare le prossime: Cracco in Galleria, vicino a Marchesi 1824 che proprio sopra Prada, ha appena aperto il terzo locale della collezione, ideale per una pausa ma anche per un pranzo in centro.

 

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  1. Ratanà 

Il nome Ratanà riporta a Don Giuseppe Gervasini, prete guaritore degli inizi del Novecento, i genitori gestivano un’osteria nel quartiere, a Garibaldi – Isola. Cucina tradizionale lombarda reinterpretata dallo chef Cesare Battisti. Per l’aperitivo ci sono i Rubitt – piccole cose di pregio, in dialetto milanese -: alta cucina in miniatura. Durante i giorni feriali ci sono due menù: il business lunch e la Schiscèta.

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  1. Lume 

In zona Navigli, Lume è all’interno dell’ex fabbrica Richard Ginori. Lo Chef di Lume è lo stellato Luigi Taglienti. I menù sono tre: uno alla carta che varia a ogni stagione e due degustazione. Di questi, uno più tradizionale, di influenza milanese, l’altro più sperimentale. Nella Guida I Ristoranti d’Italia dell’Espresso Lume è la novità dell’anno e ha già Tre Cappelli.

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  1. Langosteria Cafè

Langosteria è per tutti sinonimo di pesce di primissima qualità. Il menu all day di Langosteria Café Milano è pensato per essere internazionale e tradizionale allo stesso tempo. Propone i piatti signature di Langosteria e del suo Bistrot: l’immancabile king crab alla catalana, il plateau di ostriche e frutti di mare, la pappa al pomodoro con vongole, le acciughe del Mar Cantabrico con crostini al burro, le orecchiette con crema di fave, crostacei e frutti di mare e le ostriche fritte. A soli due passi dal Duomo, nella centralissima Galleria del Corso. Foto @StefaniaSainaghi

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  1. Un posto a Milano 

Questo non è solo un ristorante. Un progetto ben più ampio all’interno di Cascina Cuccagna: una cascina agricola nel bel mezzo di Milano, in Porta Romana. La carta di un posto a Milano è basata sulla stagionalità dei prodotti primi, ed è di conseguenza frequentemente cambiata dallo Chef Nicola Cavallaro e dalla sua brigata; le ricette proposte sono spesso patrimonio della cucina tradizionale italiana, reinterpretate con creatività e sapienza e talvolta contaminate da piatti nuovi o esotici.

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  1. Trippa 

Diego & Pietro si sono conosciuti alcuni anni fa durante una cena, da allora hanno coltivato un’amicizia e un sogno, quello di aprire un luogo nel quale accogliere la gente e farla sentire a proprio agio preparando piatti della tradizione italiana. Oggi quel sogno ha un indirizzo e un nome: la trattoria Trippa Milano in Via Giorgio Vasari, 3 (Zona Porta Romana) a Milano. Cucina sostenibile, caratterizzata dall’uso di verdure e frutta rigorosamente di stagione, dalla ricerca e diffusione delle erbe spontanee e dalla valorizzazione del quinto quarto e dei “pesci poveri”.

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  1. The Ordinary Market 

The Ordinary Market si è rinnovato e ha affidato il suo ristorante ad una giovane promessa della cucina internazionale: lo chef Charlie Pearce. Per il nuovo menu TOM. ha pensato ad un’offerta variegata e gourmet dall’anima internazionale. Tra le numerose new entry Charlie consiglia l’Ahi Poke, l’hawaiian soul food per eccellenza: una tartare di tonno con olio e semi di sesamo, arricchita dal tocco italiano delle nocciole tostate, il sapore messicano della crema di avocado e l’influenza asiatica del wonton fritto. Un altro piatto capace di conquistare i palati sono le costine di maiale, cotte a bassa temperatura per circa 3 ore e marinate in una particolare salsa di miele, soia e ginger.

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  1. Temakinho 

Da Temakinho si mangia sushi preparato con pesce sostenibile certificato e ingredienti tropicali. Si ascolta la bossa nova e si bevono le caipirinhe preparate con frutta fresca che arriva dal Brasile e la cachaça bio Mais Amor. I piatti best seller sono il Ceviche Mixto (aragosta, ombrina, salmone e gambero rosso marinati con lime, peperoncino latinoamericano e cipolla rossa) e il roll Salmao com Camarao (gamberone impanato con salmone e salsa piccante). Tre locali a Milano: in Brera, Navigli e da poco anche Magenta.

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  1. Albufera

Tapas, paellas e fideuas. Storicamente le tapas sono nate in Andalusia nell’ottocento per accompagnare lo sherry. Il nome nasce dall’abitudine di coprire il bicchiere con una tapa (tappo o piattino) per tenere lontane le mosche. Il vuoto piattino è stato poi riempito con squisitezze a base di carne, pesce e verdure. La Fideuà è una tipica pasta spagnola può essere condita con pesce, il bacalao o il marisco oppure vegetariana.

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  1. Anche Ristorante 

Prima era solo Blu, ora è Anche Ristorante, in Isola, via Pastrengo angolo via Carmagnola. È molto amato dal New York Times che l’ha segnalato come luogo imperdibile. Il piatto da provare: la Cotoletta alla Milanese Sbagliata di maiale nostrano con mandorle, arance e patate al forno. Matteo Stefani è il proprietario.

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  1. Potafiori 

È il “Bistrot dei fiori”, una visione della Cantafiorista Rosalba Piccinni. Il suo estro e la sua energia si riverberano nella scelta di tutto ciò che è complementare ai fiori, dalla musica, al cibo, agli oggetti di design. Potafiori è un nuovo modo di stare insieme. Puoi entrare la mattina per fare colazione in un ambiente accogliente e rilassato, apprezzando il momento della preparazione dei fiori freschi appena arrivati; puoi pranzare guardando come si assemblano i fiori di stagione usando corda, fili, e cortecce; o puoi ritrovarti la sera, all’ora dell’aperitivo o a cena. E se sei fortuna c’è anche la musica dal vivo.

Pubblicato su Huffington Post Italia

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