La cucina extravergine

Era un giorno d’estate del 2005 quando Susan Jane White capì l’effetto del cibo che mangiava sul suo fisico. Era una modella, una studentessa, e non pensava che le sue scelte alimentari potessero incidere così tanto sulla sua vita. Stesa in un letto d’ospedale, attaccata ad un sacco di tubicini si trovò a prendere una decisione che le avrebbe cambiato la vita. E non era da sola, ma sotto il controllo di un medico nutrizionista specializzato in intolleranze alimentari e affaticamento. “Glutine e zuccheri erano letali per il mio organismo – spiega – perciò dissi addio a pane, pasta, zucchero, e tutti i tipi di cibo lavorato” Succedeva nove anni fa, e all’inizio non fu facile. Poi piano piano le cose migliorarono. “Mi resi conto che questo modo di mangiare non ha niente di restrittivo. Anzi – continua -. Le intolleranze alimentari sono un’opportunità per spezzare le catene del cibo industriale e gli eccessi della giostra frumento – zucchero – latticini”. Così la dieta da restrittiva diventa una dieta liberatrice. Susan Jane White in “La cucina extra vergine” Guido Tommasi Editore la descrive nel dettaglio, rispondendo fin da subito al primo dubbio di chi pensa che senza frumento, latticini e zucchero resti ben poco da mangiare. Punto per punto l’autrice dimostra come valide alternative esistano in tutti e tre i casi. E che in tavola si possano portare anche piatti gustosi, non solo verdure bollite.

Ecco le regole di Susan White.

  1. Non alla farina senza glutine

La farina bianca senza glutine è lavorata tanto quanto la comune farina bianca. È vero, è un po’ più facile domare le farine integrali per ottenere bei biscotti e pane, ma il loro profilo nutrizionale le rende molto più appetibili. Il glutine si trova in frumento, segale, orzo e alcuni tipi di avena.

  1. No alla margarina al posto del burro

La giornalista d’inchiesta Felicity Lawrence mette in guardia sul fatto che produttori di margarina usino gli oli più economici e si nascondano dietro la pretesa che sia “sana”. Nella maggior parte dei casi, questi oli devono essere raffinati o idrogenati per allungarne la durata.

  1. Perché scegliere lo sciroppo d’acero

Lo sciroppo d’acero è un meraviglioso zucchero naturale integrale. Si raccoglie in modo naturale dagli aceri e contiene eccezionali quantità di ferro e calcio. È uno dei pochi dolcificanti che contribuisce ad alcalinizzare il corpo, mentre altri zuccheri possono risultare molto acidi per l’organismo. Gli organismi acidi fanno perdere calcio nelle ossa, mentre quelli alcalini migliorano l’assorbimento del calcio.

  1. Perché cercare lo zucchero di cocco

Lo zucchero di fiori di cocco è uno zucchero non raffinato piuttosto nuovo sul mercato occidentale. È meno dolce dello zucchero di canna, ha un sapore di toffee affumicato. E non è neppure molto lavorato. In più si ritiene che lo zucchero di cocco abbia un basso valore glicemico.

  1. Come usare soia e tofu?

Il consiglio è quello di usare tofu biologico, privo di ogm. E di non mangiarlo più di una volta la settimana. Il tofu si ricava dai fagioli di soia. Il tofu è strapieno di isoflavoni, grandi amici del calcio. Si è scoperto che gli isoflavoni migliorano la densità ossea e aiutano negli squilibri ormonali.

  1. Puntare sulla barbabietola

La barbabietola è ancora una delle verdure più sottoutilizzate e incomprese. Non è difficile reperirla nei supermercati, eppure raramente finisce nel carrello. Il dottor Jonny Bowden consigliere alimentare dei vip di Hollywood la inserisce tra i suoi super-alimenti perché economica, abbondante e con una bassa impronta ecologica. Può essere utilizzata nelle insalate o anche per preparare un buon ketchup.

  1. Le lenticchie da campioni massimi

Le lenticchie sono i campioni massimi delle fibre. Sono importanti perché mantengono i livelli di colesterolo sani espellendo dal corpo la bile in eccesso. Più i livelli di colesterolo sono bassi, minore sarà il rischio di patologie cardiache. Al tempo stesso le lenticchie fanno una manutenzione di prima qualità all’intestino.

  1. Più quinoa per tutti, anche per i bambini

La quinoa è un carboidrato indigeno del Perù. Come tipo di chicco assomiglia al couscous, ma ha un sapore più nocciolato ed è anche più sano. La quinoa fornisce aminoacidi fondamentali di cui il corpo ha il bisogno per un funzionamento ottimale, il che la rende una proteina vegetale di prima classe.

  1. Mai più senza riso integrale

I cereali integrali, come il riso integrale contengono le potenti vitamine B responsabili di ricaricare le nostre batterie. La vitamina B3 in particolare può contribuire a migliorare l’umore. Una tazza di riso integrale – circa 225 grammi – fornisce quasi il 100per cento del nostro fabbisogno giornaliero di manganese. Da ricordare: l’ammollo ne favorisce la digeribilità e ne riduca il tempo di cottura.

  1. Alla ricerca delle patate dolci

Le patate dolci sono perfette a colazione: saranno d’aiuto per le nostre difese immunitarie. La polpa è color ambra, ricca di betacarotene, zinco, vitamina E e vitamina C. basta cuocerle in forno, intere, con la buccia. Cuocetele a 200 gradi per 60-90 minuti, a seconda delle dimensioni. Non è necessario forare o tagliare la buccia. Sfornatele solo quando sono molto morbide e mangiate la polpa così, senza l’aggiunta di null’altro.

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