Strada delle fiabe, alla scoperta di Colmar e Heidelberg

Continua il viaggio di Isotta e Linda, lungo la strada delle Fiabe. Si riparte da Colmar, secondo giorno di gita e poi verso Heidelberg, sulle rive del Neckar. Tra castelli, fortezze e parchi. 

Di prima mattina io e Isotta usciamo per comprare latte, baguette, croissant e pain ou ciocolat. Dopo un’abbondante colazione partiamo tutti insieme alla scoperta della città.

Colmar è una cittadina alsaziana davvero incantevole: ogni angolo, ogni scorcio merita una foto e una sosta. Le case sono tutte a graticcio e colorate, le strade sono piene di vita e ovunque ci sono fiori e decorazioni davvero particolari. Sulla cattedrale vediamo anche il nido di una cicogna e ci fermiamo a lungo ad osservare l’andirivieni di questi uccelli in attesa di vederli portare qualche fagottino con un bebè …

 

Bellissimo il giro in barca per visitare la Petit Venice. Ci siamo imbarcati al Caveau Saint Pierre e abbiamo fatto il giro del canale guardando uno scorcio incredibile e scoprendo che nell’antichità il colore delle case indicava la professione degli abitanti: ricordiamo solo che il blu era quello dei pescatori. Decidiamo di pranzare sul canale e di assaggiare una tartas flambee (una sorta di piadina/pizza con cipolle, formaggio fuso e dadini di prosciutto).

Nel primo pomeriggio ricomincia a piovere e così ci “rifugiamo” al museo del giocattolo: sosta azzeccata sia per le bimbe, sia per noi adulti. Ci sono i lego di Star Wars, di Jumangji i personaggi di Toy Story, le Barbie, il camper di Big Jim e un sacco di giochi della nostra infanzia, quasi dimenticati. Il resto del pomeriggio l’abbiamo passato a zonzo per stradine bellissime, negozietti e verso sera ci siamo concessi un aperitivo in piazza della Dogana Vecchia (forse la più carina della città).

Terzo giorno

A malincuore dobbiamo lasciare Colmar, ma non prima di aver visto la riproduzione – alta 12 metri – della statua della Libertà, perché lo scultore Auguste Bartholdi (autore della statua della libertà) era di Colmar e la statua venne scolpita in Francia e trasportata in nave a New York (divisa in 350 parti).

Il cielo è ancora grigio e un po’ plumbeo, ma dopo circa mezzora di viaggio sul cucuzzolo di una collina, mezzo nascosto tra tante nuvole, vediamo un castello grandissimo e bellissimo e decidiamo di fare una deviazione e andare a visitarlo. Attraversiamo una serie di paesini alsaziani molto pittoreschi e passiamo di fianco a Cicoland (un parco divertimenti interamente dedicato alle cicogne).

Il castello di Koenigsbourg meritava assolutamente la sosta. Per quanto sia stato ampliamente ricostruito il giro al suo interno ci impressiona per la maestosità delle stanze e per la vista spettacolare che si gode da lassù. A Linda e Isotta piacciono molto anche i cannoni conservati nella parte più alta del mastio.

Alle 12.30 si risale in macchina alla volta di Heidelberg, storica città universitaria sulle rive del Neckar.

Dopo aver sistemato auto e bagagli nella nostra splendida camera doppia corriamo a vedere il castello. Per salire in cima alla fortezza prendiamo la funicolare, peccato che la nostra sia proprio la prima fermata … il castello è maestoso e attorno c’è un parco verdissimo con un pratino da fare a piedi scalzi. Passiamo il ponte e il cortile pronti per fare la visita all’interno, ma restiamo fregati perché sono le 18.00 e l’ingresso è chiuso! Così ripieghiamo sull’antica farmacia e sulla cantina dove vediamo la botte più grande che io abbia mai visto in vita mia …

Poi ci consoliamo facendo capriole, ruote e verticali nel parco.

Per cena ci lasciamo tentare da una birreria tradizionale in Markplatz da dove assistiamo ad un temporale potentissimo.

Terminiamo la bella giornata aspettando la fine dell’acquazzone per tornare in albergo, facendo una deviazione fino al Neckar per vedere il bel ponte vecchio.

 

Quarto giorno

Dopo una colazione poco felice per colpa di una antipaticissima panettiera, partiamo alla scoperta di Heidelberg, ma la giornata è bruttina: piove e fa freddo. Il giro per la città universitaria in parte ci delude: bella Markplatz, il ponte vecchio, ma il resto potrebbe essere quasi dimenticabile. Pazienza!

Ci fermiamo a giocare un po’ in un parchetto, ci mangiamo un panino in un baretto e poi ci regaliamo tre bellissime e buonissime torte da Knosel per addolcire un po’ una giornata non delle più esaltanti.

E poi si parte alla volta della nostra nuova casa a Neuinstein.

Il viaggio è molto lungo, per colpa dei lavori in corso. La percorrenza che doveva essere di poco meno di due ore diventa di più di tre, ma alla fine raggiungiamo lo sperduto, ma carino villaggio di Mullbach a Neuinstein, ma non troviamo la nostra casetta …

Dobbiamo chiamare la padrona di casa e reimpostare il navigatore perché la casina è situata in una carraia sterrata .. insomma un po’ faticoso capire dove dobbiamo andare, ma una volta individuata la strada capiamo che ne è valsa la pena.

Siamo in una casina da favola, fuori c’è il vento e fa freddo, ma dentro abbiamo la legna e possiamo accendere la stufa. In giardino c’è anche un piccolissimo laghetto e tutto attorno ci sono la campagna e le colline.

Ceniamo e ci mettiamo a guardare fuori dalle enormi vetrate della casetta e … immaginate la sorpresa quando Linda e Isotta si accorgono che proprio fuori dalla nostra porta ci sono due piccolissimi topini di campagna, non volevano più staccarsi dalla finestra!

Prossime tappe: Alsfeld, Bergfreiheit e Marburg.

La prima tappa invece la ritrovi qui: https://bellodimammablog.com/2018/01/31/la-strada-delle-fiabe-lucerna-e-colmar/  

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