Come crescere bambini gentili

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In un mondo come quello di oggi, dominato dalla competizione e così carico di rabbia e ostilità, insegnare la gentilezza a un bambino può sembrare in controtendenza. Eppure secondo Thomas Lickona, psicologo di fama mondiale, è l’unico modo per crescere bimbi davvero felici. 

E non è il solo a pesarla così. Nel libro Making Grateful Kids, gli psicologi Jeffrey Forh e Giacomo Bono illustrano le loro ricerche condotte negli Stati Uniti e in quattro altri Paesi su migliaia di bambini e adolescenti, da cui emerge che la gratitudine migliora la salute mentale dei giovani (meno episodi di ansia, depressione da adulti), la soddisfazione nella vita, e il senso di uno scopo. Li stimola anche a voler aiutare gli altri e a sfruttare i propri talenti, per dare un contributo nella società.

Serve però una preparazione specifica. E il primo compito dei genitori è quello di allenare il carattere dei figli. 

“Voi genitori siete allenatori del carattere – dice Lickona -. Come ogni buon allenatore, dovrete far emergere il meglio nei vostri figli e aiutarli a esprimere il loro pieno potenziale. Dovete spiegare come fare la cosa giusta anche quando è difficile, aiutarli a imparare dai loro sbagli e a riconoscere le situazioni in cui probabilmente non hanno resistito alle pressioni esercitate dai coetanei. Bisogna farli diventare consapevoli del fatto che spesso non è facile essere delle brave persone e fare ciò che è giusto, ma che non esiste altro modo per essere davvero felici”. Thomas Lickona, è stato definito “il padre della moderna formazione del carattere”: sono otto i libri che ha scritto sul tema, l’ultimo è “Come crescere bimbi gentili. Insegnare il rispetto e la gratitudine per creare una famiglia felice” (Mondadori). Oltre 300 pagine di consigli per risolvere i più comuni conflitti in casa e per insegnare le cose che contano nella vita (anche attraverso la lettura de Le cronache di Narnia).

“Se è nostra intenzione che in famiglia lo sviluppo di un buon carattere sia una priorità – spiega -, dobbiamo sfidare i nostri figli a essere il meglio che possano essere, pur specificando loro che non ci aspettiamo che siano perfetti”. Fondamentalmente, l’esperto dice che i nostri figli devono avere chiaro il concetto che sviluppare un buon carattere è un compito impegnativo e permanente. Ma lo sforzo ne vale la pena; rende la vita appagante. In famiglia possiamo fare moltissimo per formare il carattere dei nostri figli. Lì vengono gettate le fondamenta. L’influenza sociale di un genitore è presente sin dall’inizio della vita di un bambino e permane in tutti gli anni della sua crescita.

Tra gli strumenti più utili, per plasmare una cultura famigliare positiva c’è la riunione di famiglia, che sfrutta per una volta il potere positivo del gruppo. E non è l’unico, nel suo libro Lickona fornisce una serie di strumenti e strategie da infilare nella vostra scatola degli attrezzi della famiglia felice. Ma suggerisce anche di tenere sempre a mente cosa dice Judith Martin, giornalista della rubrica Miss Manners e autrice del libro Miss Manners’ Guide to Rearing Perfect Children: “Non c’è un modo rapido e facile per crescere i figli. Ci vogliono diciott’anni di insegnamenti costanti. E forse altri dieci di revisioni”. 

1. Creare una dichiarazione di intenti

La dichiarazione d’intenti di una famiglia prende le mosse dalla domanda: “Che tipo di famiglia vogliamo essere?”. Pensare a una dichiarazione di questo tipo è un primo passo importante nello sviluppo di una “precisa cultura famigliare”. Nel comporre il testo dovrete esplicitare i valori centrali per voi e renderli concreti, in modo che i vostri figli, a seconda del loro grado di sviluppo, possano capirli. Qualche esempio: ci impegniamo a essere gentili, sinceri, fidati e onesti; non diciamo bugie, non imbrogliamo, non rubiamo e non facciamo del male a nessuno di proposito; non piagnucoliamo, non ci lamentiamo e non troviamo scuse; quando commettiamo un errore, rimediamo, impariamo da esso e passiamo oltre; ci impegniamo a mantenere mente, corpo e anima sani, forti e puri.
Iniziative come queste sono importanti per creare e sostenere una esplicita cultura famigliare. Saranno le fondamenta di qualsiasi altra cosa farete per cercare di crescere bambini di carattere. Diventeranno il vostro punto di riferimento.

2. Esigere rispetto

Oggi molti genitori trattano i figli con rispetto, ma purtroppo non lo chiedono in cambio. Questo comincia di solito negli anni prescolari. Alcuni genitori si abituano a permettere ai piccoli di esigere invece che chiedere in modo educato, di sbraitare ordini, di essere insolenti con loro in pubblico e così via. In questo modo la zona di tolleranza per la mancanza di rispetto aumenta man mano che i bambini crescono. Così facendo, i genitori perdono agli occhi dei figli il loro ruolo e l’autorità morale. Perdono rispetto per le regole, i valori morali e la saggezza nei confronti della vita. E diventa meno probabile che più tardi, nell’adolescenza, si rivolgano ai genitori per chiedere un consiglio. 

3. Ascoltateli in modo attivo

Mostrate un interesse genuino nei confronti dei loro pensieri e sentimenti. Sviscerateli insieme a loro. Incoraggiateli a esprimere le loro opinioni, i loro gusti e le loro emozioni. Quando questo accade, ascoltateli con sincera attenzione. Soprattutto quando stanno esprimendo un punto di vista diverso dal vostro, sfruttate “l’ascolto attivo” (parafrasando quel che dicono) perché sia loro chiaro che avete sentito e capito quel che stanno dicendo (“Okay, quindi secondo te…”). 

4. L’importanza delle piccole cose

Un commento negativo a un fratello o a una sorella, una piccola bugia, una faccenda domestica non portata a termine: sono tutte opportunità per far sì che i nostri figli rispondano alle nostre aspettative. Affrontare le piccole cose avrà con il tempo un effetto cumulativo sulla coscienza di vostro figlio. Se lasciate correre sulle piccole cose, in seguito non avrete una base da cui partire nell’affrontare problemi più complessi. Se non correggete la maleducazione o i capricci di un bambino di sei anni, vi troverete a dover affrontare, quando di anni ne avrà sedici, costanti imprecazioni e porte sbattute. 

5. Allenarli alla giustizia

Quando incoraggiamo il senso di giustizia dei nostri figli e li aiutiamo a metterlo in pratica in situazioni concrete, stiamo favorendo una parte importante dello sviluppo del loro carattere. Stiamo insegnando loro non solo che dovrebbero essere giusti ma anche come esserlo. Insegnare in famiglia a essere giusti preparerà i nostri figli ad affrontare in modo equo ed efficace i conflitti che inevitabilmente incontreranno nel farsi strada in un mondo sociale e morale sempre più grande. 

6. Evitare il braccio di ferro

Soprattutto con bambini piccoli, prevenire un conflitto a proposito di una regola o di una richiesta offrendo una “scelta entro dei limiti” vi eviterà una battaglia. Dare a vostro figlio una scelta significa che riconoscete i suoi desideri e lo rispettate come individuo; vi aiuta a costruire un rispetto reciproco. Fissare dei limiti entro i quali vostro figlio possa scegliere vi porta a esercitare la vostra autorità di genitore e insegnargli a rispettarla. 

7. In merito alle “punizioni”

A volte è necessaria una conseguenza disciplinare perché i bambini prendano sul serio una regola o una direttiva dei genitori e per motivarli a migliorare la volta successiva. Ma nell’imporre le conseguenze, molti genitori reagiscono con troppa severità nel momento di rabbia. Un approccio migliore è chiedere a un bambino: “Qual è secondo te la conseguenza giusta per quel che hai fatto?”. Così li si rende giudici di se stessi. Quando i bambini individuano una conseguenza che ritengono giusta, si stanno disciplinando. Questo è già di per sé un passo importante verso la responsabilità per le proprie azioni. 

8. Chiedere scusa non basta

Scusarsi è soltanto il primo passo se si è fatto qualcosa di male. Il secondo è chiedere: “Che cosa posso fare per rimediare?”. La riparazione è una scusa fatta di azioni. Se i nostri figli dimenticano di chiedere: “Che cosa posso fare per rimedia- re?” potete ricordarglielo: “Non dimenticare di chiedere ‘Che cosa posso fare per rimediare?’”. Poi potete provare a suggerire modi appropriati per rimediare. Per esempio: puoi rimediare al fatto che non sei stato carino con tuo fratello leggendogli una storia mentre io preparo la tavola; ho bisogno di una mano in giardino oggi, potresti rimediare al fatto che sei stato di umore pessimo, aiutandomi senza lamentarti. 

9. Riunione di famiglia

Gli studi rilevano che con il passare del tempo, le riunioni di famiglia rendono i figli più gentili, rispettosi e cooperativi, e le case più felici e meno cariche di stress. Ma emergono anche altri aspetti positivi. Queste discussioni vi offrono un veicolo per conversazioni importanti che possono avere un impatto sul sistema di valori dei vostri figli e sulla loro vita futura, oltre a modellare e arricchire la vostra cultura di famiglia. Le regole da seguire: ponete l’enfasi sul fatto che lo scopo di una riunione di famiglia è quello di risolvere problemi in modo cooperativo, non quello di accusarsi; fate parlare tutti, date a tutti l’opportunità di condividere i loro pensieri e sentimenti a proposito di un problema; individuate una soluzione che sembri giusta per tutti. 

10. L’atteggiamento nei confronti delle nuove tecnologie

Se i nostri figli sono eccessivamente dipendenti dalle tecnologie digitali, stanno nuotando controcorrente rispetto ai nostri tentativi di sviluppare il loro carattere. Se permettiamo che i dispositivi elettronici sovrastimolino i loro giovani cervelli, siamo i peggiori nemici di noi stessi. La capacità di empatia e di gentilezza dei bambini, di cooperazione e conversazione, di rispetto e buone maniere, di autoregolazione e di concentrazione su un compito è influenzata da quanto bene quel complesso e delicato meccanismo chiamato cervello sta lavorando. Con il tempo, il vostro obiettivo dovrebbe esse- re quello di incoraggiarli a cercare un grado maggiore di libertà, sicurezza di sé e pace che trarranno dal vivere molto di più nel mondo reale e meno in quello artificiale, stressante e destabilizzante dei loro telefoni. 

11. Abbandonare le brutte abitudini

Per aiutare i bambini ad abbandonare una cattiva abitudine è spesso necessario insegnare e praticare un comportamento molto specifico che prenda il posto di quello cattivo. Fare ripetutamente cose buone per la giusta ragione (aiutare gli altri, non per ottenere una ricompensa) renderà i nostri figli inclini a considerarsi buone persone. Questo senso d’identità positivo li renderà di conseguenza disponibili a fare altro bene. 

12. Basta lamenti

Dal momento che i lamenti sono il nemico numero uno dello spirito di gratitudine, dobbiamo affrontarli di petto. Un modo divertente e provocatorio è quello della “sfida niente lamenti”: ventiquattr’ore senza lamentarsi di nulla. Chiedete a tutti in famiglia di predire se siano in grado di portarla a termine. Infilate un elastico a un polso e cambiate polso ogni volta che sbagliate e vi lamentate, o tenete un elenco delle volte che avete ceduto alle lamentele. 

13. Dove trovare buoni esempi

Come un buon libro, anche un buon film o un documentario possono insegnare lezioni importanti sulla vita e sul carattere. Buoni film hanno il potere speciale di ispirare e imprimersi nella nostra immaginazione. Come per i libri, i nostri figli apprezzeranno di più un buon film se dedichiamo un po’ di tempo a parlarne con loro. Le cronache di Narnia, ad esempio descrive un universo nel quale le scelte morali hanno conseguenze significative. Leggere buoni libri non ci fa automaticamente diventare persone migliori, ma può essere un inizio di riflessioni su cosa è giusto e cosa no, su quali possono essere le conseguenze delle nostre azioni. Le storie sono strumenti per insegnare la virtù: possono essere storie personali o che avete letto o sentito in giro. Chiedete a tutti in famiglia di cercare buone storie da condividere. 

 

Pubblicato su HuffPost Italia qui:  https://www.huffingtonpost.it/2019/04/19/la-regola-della-gratitudine-per-crescere-bambini-felici-e-gentili-13-step-da-seguire-secondo-gli-psicologi-forh-e-bono_a_23714427/

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