In cucina con i bambini, tanti esperimenti

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Anche prima di compiere due anni, un bambino potrebbe fare molte cose in cucina. Anzi, dovrebbe farle: potrebbe essere una buona occasione per il suo benessere psichico ed emotivo. Così quello che per l’adulto può sembrare un passaggio di semplice routine, per il bambino può essere un’attività tutta da scoprire, interessante e coinvolgente. Non parliamo solo di sbucciare i piselli, ma anche di seguire passo a passo una ricetta, riconoscere gli utensili giusti e saperli utilizzare correttamente. Anche prima dei due anni un bambino può imparare in cucina lavando la frutta e la verdura con uno spazzolino da denti,  travasare in diversi contenitori liquidi, farine  e legumi; può mescolare l’insalata con le mani e abituarsi alle consistenze diverse. Dai tre anni può imparare a fare i gnocchi o i biscotti, ma anche utilizzare un passaverdure, e cominciare a tagliare cibi morbidi. Dai sei anni in po invece potrà essere un vero aiuto in cucina: sarà in grado di cercare ricette, seguirle passo a passo e potrà anche preparare autonomamente la lista della spesa. E sarà tutto a suo vantaggio. 

“Prediligere un’attività o un materiale che abbiano un pensiero educativo alle spalle equivale a rispettare l’intelligenza e la fame del bambino, fame anche di scambi affettivi che la cucina in sé e tutte le attività che ruotano intorno all’atto del far da mangiare possono senz’altro favorire” spiegano Federica Buglioni e Annalisa Perino in “60 Attività Montessori in cucina” (L’Ippocampo editore) 

“Il cibo – aggiungono – non è solo una somma di elementi nutritivi, ma un bene primario, che merita un posto centrale nella vita familiare e scolastica di ogni bambino. La mano costruisce l’intelligenza, per questo è importante allenarla a rispondere al meglio alla propria volontà. In cucina si mangia, si taglia, s’impasta, si condisce, si sbuccia, si mescola: tante attività che aiutano la mano a diventare esperta e competente. Quelle che seguono permettono di esercitare forza, precisione e delicatezza”. 

Ecco qualche gioco da fare in cucina. 

  1. Sbucciare e sbaccellare

Frutta, aglio, uova sode, patate lesse, agrumi: alimenti diversi si sbucciano in modo differente e impegnano le dita in un lavoro attento e a volte difficile. Quello che all’adulto sembra routine, per il bambino è un’attività interessante e coinvolgente. Diamogli tre piattini: uno per l’alimento da sbucciare, uno per le bucce e il terzo per riporre il cibo pulito. Quando il bambino ha imparato
a sbucciare con le dita, possiamo introdurre l’uso del pelapatate, utile anche per sbucciare alcuni frutti dalla buccia sottile, come la mela e la pera. Su un tagliere, afferriamo l’alimento con una mano e il pelapatate con l’altra. La pressione dev’essere decisa e il movimento lungo, dall’alto verso il basso o dall’esterno verso l’interno. 

2. Mondare la verdura

Mondare significa eliminare le parti di scarto, come le foglie più esterne dei carciofi, i semi dei peperoni, i piccioli dei pomodori o i baccelli dei fagioli. È l’occasione per fare osservazioni botaniche e capire come sono fatte le piante commestibili, non solo in termini di forma
e sapore, ma anche di struttura, di consistenza tattile, di bellezza. 

3. Lavare la frutta e la verdura

Frutta e verdura si possono lavare nel lavello. Per consentire al bambino di raggiungere l’altezza necessaria usiamo una pedana, mai una sedia. I più piccoli possono lavare gli ortaggi anche a terra, in un catino ampio e stabile, riempito d’acqua per un terzo. Per garantire una pulizia accurata, possiamo aggiungere all’acqua un cucchiaino di bicarbonato. Non basta immergere e tirar fuori gli alimenti, bisogna strofinare bene anche negli angoli e vicino al picciolo, con le dita oppure con uno spazzolino. In questo modo l’attenzione si sofferma sui dettagli della loro struttura. Legumi, cereali e frutti di bosco si possono lavare usando un colapasta a maglie fitte. Predisponiamo sempre un contenitore dalle dimensioni adeguate, dove mettere gli alimenti una volta lavati. 

4. Scolare e setacciare

La gamma di utensili adatti a queste attività è ampia, dai piccoli colini da tè a maglie strette fino ai grandi colapasta. Al lavello, aggiungendo una pedana se occorre, proponiamo al bambino di lavare e scolare una manciata di foglie di prezzemolo (per condire le patate lesse), oppure i frutti di bosco raccolti durante una passeggiata. A seconda dell’ampiezza delle maglie il colino può servire anche per setacciare ingredienti diversi. Poniamo davanti al bambino la torta preparata insieme (dopo averla lasciata raffreddare), un colino a maglie fitte, una ciotola con lo zucchero a velo e un cucchiaino. Invitiamolo a prelevare un cucchiaino di zucchero a velo, a versarlo nel colino e a batterne delicatamente il bordo con la mano aperta per distribuirlo sopra la torta. 

5. Pesare e dosare

Il bambino può cominciare a prendere confidenza con il concetto di « quantità » dosando con le mani – un pizzico di sale, una manciata di basilico – ma anche con posate e utensili: un cucchiaio d’olio, una tazza di riso. La bilancia a due piatti gli permetterà poi di « vedere » realmente le differenze di peso tra vari alimenti: si divertirà così a fare da solo tante prove ed esperimenti, utili anche per capire la differenza tra peso e volume. Preparando una torta, possiamo chiedere
di porre su un piatto della bilancia un bicchiere di farina e sull’altro un bicchiere di zucchero. Quale pesa di più? Ripetiamo l’esperimento con alimenti di forme e dimensioni simili, come un limone e un uovo. 

6. Condire

Quando deve condire l’adulto usa talvolta termini vaghi – un velo di zucchero, una spolverata
di pangrattato, un giro d’olio, una spruzzata d’aceto – e condisce spesso « a occhio ». Il bambino, invece, ha bisogno di indicazioni chiare perché non sa immaginare il risultato, in termini di gusto,
di una dose maggiore o minore. All’adulto spetta quindi il compito di trasformare il suo gesto in un volume: una tazzina di olio, un cucchiaio di aceto…
Quando anche questo tipo di istruzioni richiede una maestria che ancora non c’è, allora si può predosare il condimento. Poniamo il cibo scondito in un contenitore di fronte al quale allestiamo
le tazzine con i condimenti, poi chiediamo: “Cerca e aggiungi sale”, “zucchero”, “olio”. Il bambino versa e distribuisce l’ingrediente. Può poi mescolare usando un cucchiaio, un pennello da cucina o le mani. 

7. Rompere l’uovo

Sembra un’operazione « da grandi », ma ci sono bambini che imparano a rompere correttamente le uova molto presto. Meglio fare le prime prove sopra un contenitore pulito e non sopra altri ingredienti, in modo da eliminare facilmente gli eventuali pezzi di guscio che dovessero cadere. 

Per svolgere l’attività poniamo di fronte al bambino una tazza – dove verserà sia l’albume sia il tuorlo – e un piattino per il guscio, oltre a uno straccetto per pulirsi le mani. Mostriamo come impugnare l’uovo nel palmo della mano. Il guscio si rompe battendolo al centro, a piccoli colpi, contro il bordo di un contenitore, o usando di taglio la forchetta oppure il cucchiaio. Solo quando i bambini avranno imparato a rompere i gusci in due metà precise potremo introdurre la separazione della chiara dal tuorlo. Prima di quel momento, l’albume si versa tenendo una tazzina sul tuorlo. 

8. Impanare

Impanare è un’attività coinvolgente anche per i più piccoli: possiamo rivestire verdure, polpette, pezzetti di carne o di pesce. Sul piano di lavoro predisponiamo tre piatti, il primo con l’alimento da impanare, il secondo con la panatura asciutta (per esempio farina bianca o di semola, farina di riso, pangrattato), il terzo per appoggiare l’alimento impanato. Si può fare un primo passaggio dell’alimento nell’uovo o nel latte, ma non è indispensabile. Il cibo impanato può essere poi
cotto al forno oppure fritto. Accade talvolta che i piccoli, sotto i quattro anni, non amino gli alimenti impanati perché non capiscono cosa ci sia dentro. Impanare insieme permette di conoscere e capire il procedimento, e dunque di prendere confidenza con questo tipo di preparazione. 

9. Riordinare

Ogni cosa ha il suo posto: gli oggetti sporchi nel lavello o in lavastoviglie, il grembiule sul gancio, i piatti in dispensa: riordiniamo spesso mentre lavoriamo e non solo alla fine. 

Anche i rifiuti hanno il loro posto. Imparando a distinguerli e a metterli nel bidone giusto ci prendiamo cura della nostra casa piccola, e di quella più grande che è il mondo: la raccolta differenziata è un atto d’amore. Chi ha la fortuna di avere un giardino o un terrazzo può anche dotarsi di una compostiera. Ricordiamo che tra 0-20 mesi: l’adulto riordina e il bambino osserva; tra 20 mesi/3 anni: l’adulto riordina, il piccolo aiuta; tra i 3/5 anni: il bambino riordina, l’adulto aiuta; oltre i 6 anni: il bambino riordina.

10. Lavare i piatti

Sciacquare e insaponare sono attività complesse da comprendere, perché composte da tantissime azioni che le mani svolgono rapidamente e in contemporanea. Per aiutare il bambino, mostriamogli le attività lentamente, cercando di isolare il singolo gesto e compiendolo in modo preciso e pulito. Predisponiamo uno straccetto tagliato a misura delle piccole mani, una pedana sotto il lavello per raggiungere bene il rubinetto, tazze e tazzine, pentolini, piccoli piatti e qualche goccia di sapone: lavare è una mansione adatta ai bambini, ma la supervisione dell’adulto è indispensabile per evitare sprechi di acqua o un uso improprio – e potenzialmente pericoloso – del miscelatore. 

 

Articolo pubblicato su HUffPostItalia 

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